Nasce il magazine Periferie, lo sguardo sul mondo di Renzo Piano

Da un’idea di Renzo Piano nasce il magazine Periferie, che sarà presentato giovedì 27 novembre a Roma a Palazzo Giustiniani. Diretto da Carlo Piano e Walter Mariotti, su progetto grafico di Luca Ballarini e fotografia di Claudio Morelli, Periferie è ideato dal workshop Rane di Milano. Verrà pubblicato con cadenza quadrimestrale e intende occuparsi, attraverso l’attività del gruppo di lavoro G124, di tutte le tematiche (architettoniche, sociali, economiche e culturali) che riguardano la città del futuro. Periferie, dunque, come prospettiva e metafora, lente di osservazione e chiave d’interpretazione della trasformazione della società italiana e internazionale. Il magazine sarà consultabile a partire dal 27 novembre anche su renzopianog124.com.

Renzo Piano (foto Olycom)

Renzo Piano (foto Olycom)

Da quando è stato nominato senatore a vita il 30 agosto 2013 – spiega una nota – Renzo Piano ha deciso di devolvere il suo stipendio da parlamentare a un gruppo di sei giovani architetti (selezionati attraverso un bando anonimo in rete) che hanno lavorato sul ‘rammendo’ delle periferie italiane. Nell’ultimo anno il gruppo di lavoro G124 (il nome deriva dal numero della stanza dove si trova l’ufficio di Piano, a Palazzo Giustiniani) ha studiato tre interventi di riqualificazione nelle città di Torino, Roma e Catania. Nel suo articolo dal titolo Diversamente politico, pubblicato sul primo numero di Periferie, l’architetto ricorda così i giorni immediatamente successivi alla nomina: “Quando il presidente Giorgio Napolitano mi ha nominato senatore a vita non ho chiuso occhio per una settimana. Mi domandavo: io, un architetto che la politica la legge solo sui giornali, cosa posso fare di utile per il Paese? Un Paese bellissimo e allo stesso tempo fragile. Sono state notti di travaglio ma alla fine si è accesa una lampadina: l’unico vero contributo che posso dare è continuare a fare il mio mestiere anche in Senato e metterlo a disposizione della collettività”.

L’introduzione di Periferie è stata scritta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che spiega perché, tornando alle origini della Costituzione, ha scelto di nominare senatore a vita Piano. Il presidente del Senato Pietro Grasso, invece, racconta della sua visita nella bottega del G124, che gli ha ricordato quelle dei maestri rinascimentali.

Ma nel primo numero del magazine ci sono anche i contributi di molti esponenti di spicco della cultura italiana, che hanno partecipato al tavolo di lavoro durante tutto l’anno: dagli intellettuali Gianfranco Dioguardi, Fulvio Irace, Franco Lorenzoni, Andrea Segré, Mario Abis, Paolo Crepet, ai giornalisti Francesco Merlo, Armando Massarenti, Stefano Bucci, Gian Antonio Stella, agli architetti Mario Cucinella, Marco Ermentini, Ottavio Di Blasi, Massimo Alvisi all’ingegnere Maurizio Milan. Inoltre, Periferie propone le analisi di Igor Staglianò, sulla grande tradizione della periferia nella storia del cinema italiano, e quelle di Paolo Bricco che fa il punto sulla ricaduta economica e occupazionale dell’idea di rammendo urbano.

Tre ampi capitoli sono dedicati agli interventi di rammendo realizzati a Torino, Roma e Catania dove i sei giovani architetti hanno lavorato a stretto contatto con le associazioni locali, le parrocchie, le scuole e gli abitanti che desiderano riappropriarsi dei loro quartieri. Infine la rivista pubblica stralci dei temi di maturità svolti dagli studenti sulla frase di Renzo Piano: “Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie…” – tutto pare, quasi drammaticamente, di estrema attualità.

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