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L’Ue boccia l’Iva agevolata: gli ebook restano al 22%

Una decina di Stati dell’Ue resta convinta che un libro di carta e uno elettronico siano due oggetti diversi che richiedono tassazioni differenti. Da gennaio, quindi, i volumi tradizionali saranno ancora assoggettabili all’Iva ridotta (4%), mentre sugli e-book graverà l’aliquota normale, che in Italia è del 22%.

Secondo quanto riportato dalla Stampa [1], infatti, questa settimana la riunione del Coreper – il conclave dei rappresentanti dei governi che prepara i lavori dei ministri – è finita con un nulla di fatto. Italia e Francia hanno spinto per convincere i partner che “un libro è un libro, comunque lo si serva” [2]. Inutile. Per motivi vari – esigenze nazionali e questioni procedurali – Commisione, britannici, nordici e centroeuropei hanno detto no, mentre i tedeschi hanno fatto tattica e non si sono pronunciati.

Il risultato – continua la Stampa – è che la bozza di conclusioni per il Consiglio Cultura con l’invito ai titolari di cattedra dell’Ecofin perchè equiparino letture digitali e cartacee non è stata accolta. L’ultima chance poteva essere il Consiglio Cultura del 25 novembre, ma le speranze sono ridotte al lumicino.

Leggi sulla Stampa come è nata la contesa sui libri e quali sono le posizioni dei diversi Paesi europei. [1]

Il ministro italiano della Cultura, Dario Franceschini, che si batte da sempre per l’equiparazione delle letture (foto Olycom) [3]

Il ministro italiano della Cultura, Dario Franceschini, che si batte da sempre per l’equiparazione delle letture (foto Olycom)