Canone Rai in bolletta: il vice ministro Morando conferma, protestano le associazioni e l’Authority per l’energia

Il governo sta lavorando per introdurre il canone Rai nella bolletta della luce già nella legge di stabilità, attraverso un emendamento apposito. Lo riporta Il Messaggero, secondo il quale la conferma del progetto è arrivata dal vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, in commissione Bilancio della Camera.

Enrico Morando (foto Olycom)

Enrico Morando (foto Olycom)

L’emendamento dovrebbe prevedere per il pagamento due sole fasce di reddito: una fino a 7.500 euro, forse con esenzione totale, e una al di sopra con una tassa di circa 80 euro. L’obiettivo sarebbe quello di garantire all’azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l’anno, più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113,50 euro.

Intanto da più fronti stanno arrivando le proteste. “Si tratta di una barbarie nei confronti degli utenti, e siamo pronti ad impugnare qualsiasi provvedimento in tal senso”, afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, in merito alla notizia del canone in bolletta. “La legge afferma che tale imposta è dovuta da chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive, ma imporre al cittadino l’onere di dimostrare di non avere tali strumenti nella propria abitazione, pena l’addebito diretto in bolletta, appare un atto abnorme che finirà per complicare la vita ai cittadini. Invece di ricorrere a misure che sembrano un diktat, farebbe meglio il Governo a concentrare la propria attenzione sul canone speciale, quello cioè a carico di uffici, esercizi commerciali, alberghi, sedi di partito, circoli, associazioni, studi professionali e istituti religiosi, per il quale si registra una elevatissima evasione”, conclude Rienzi.

“E’ balzana ed illegale l’idea di addossare sulle bollette elettriche l’ennesimo, assurdo, odioso balzello, per far pagare il canone Rai, con arbitraria norma ad hoc nella Legge di Stabilità, anche a famiglie, cittadini, consumatori ed utenti che non hanno la televisione, imponendo alle aziende elettriche l’ingrato compito di fungere da esattori”, aggiungono  Federconsumatori ed Adusbef. “È intollerabile questo tentativo di fare cassa sulle tasche delle famiglie, che sono libere di decidere se possedere o meno un televisore. Se la Rai vuole avere a disposizione più risorse faccia la sua parte: operi a tutto spiano tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi e si concentri sull’offerta di un servizio pubblico di qualità che punti veramente sui contenuti, sulla cultura e sull’informazione”.

Anche l’Autorità di vigilanza di settore (l’Authority per l’energia) e l’associazione dei produttori elettrici, Assoelettrica, si dicono fortemente contrarie. Il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, la ritiene “una modalità impropria di riscossione ed è di difficile applicazione”. “Sono assolutamente contrario”, dice all’AdnKronos il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa. “C’è un evidente problema di legittimità e c’è una grande complicazione burocratica, oltre a costi pesantissimi per le aziende”.

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