Il Cdr dell’Unità: “Il tempo stringe, il Pd dia risposte”. Incontro a Montecitorio

(ANSA) “Se abbiamo deciso di tenere questa iniziativa in questo luogo è perché la vicenda dell’Unità è sempre stata politica. Il Pd ha compiuto delle scelte e ci ha dato rassicurazioni, ora bisogna essere conseguenti”. E’ l’appello lanciato dal cdr dell’Unità, per bocca di Umberto De Giovannangeli, in un incontro a Montecitorio, organizzato a pochi giorni dalla scadenza del 30 novembre, data entro la quale l’editore Guido Veneziani dovrà presentare le garanzie necessarie per l’accettazione dell’offerta che dovrebbe consentire il ritorno del quotidiano in edicola, a quattro mesi dalla sospensione delle pubblicazioni. La prima offerta di dieci milioni è stata ritenuta inidonea dai liquidatori. La nuova non dovrebbe discostarsi molto dalla precedente, ma dovrebbe essere accompagnata da una fidejussione bancaria a garanzia dell’acquisto della testata, che dovrebbe avvenire dopo una fase di affitto. L’operazione dovrebbe perfezionarsi con la costituzione di una newco a cui parteciperebbe con una quota minoritaria la Fondazione EYU che già ha rilevato la testata online Europa. La vecchia società editrice, la Nie, verrà invece liquidata. Solidarietà ai lavoratori è arrivata dal presidente della Camera, Laura Boldrini. “Mi auguro – ha detto in un messaggio – che venga definita in tempi rapidi un’offerta capace di far ripartire con nuovo impulso il giornale e di ridare lavoro a coloro che in questi anni ne hanno fatto la storia”. In sala diversi esponenti del Pd, sia dell’ala renziana che della sinistra del partito. Stefano Fassina ha annunciato che ci sarà un contributo dei parlamentari a favore dei poligrafici del giornale, senza stipendio, né cassa integrazione da febbraio. Cesare Damiano ha invece garantito che la commissione Lavoro della Camera si occuperà “della scandalosa situazione dell’assenza della cassa di integrazione che e del pagamento degli stipendi arretrati”. Alessia Rotta, membro della segreteria del partito, ha invitato a mettere al centro del futuro del giornale “la questione valoriale”. “Le nostre richieste sono fondate su due pilastri – ha spiegato l’altro membro del cdr Bianca Di Giovanni -: da un lato garanzie occupazionali, e per questo chiediamo al Pd un impegno scritto che consideri la redazione dell’Unità come il bacino privilegiato per le nuove assunzioni, e dall’altro il rispetto dell’identità del giornale”. L’offerta di Veneziani, editore di riviste di gossip e attualità come Stop e Visto, è stata oggetto di critiche perché ritenuta incompatibile con la storia dell’Unità. Qualche giorno fa su Libero è uscito un articolo a firma di Franco Bechis dal titolo: “Pornodive e veline future colleghe dell’Unità. Da Gramsci a Eva Henger”. “E’ un accostamento vergognoso e ignobile – ha affermato De Giovannangeli -. Per avere un spazio di mercato sarà necessario muoversi nel mondo di riferimento dell’Unità”. Al tavolo, oltre all’altro membro del cdr Simone Collini, anche Gianpaolo Gozzi della Fnsi e Paolo Butturini, segretario della Stampa Romana. “Dieci milioni è una cifra importante per un editore privato – ha affermato il primo -. Non è possibile fare business con un giornale orientato, che può rimanere sul mercato (e non è poco) con i conti in equilibrio. Ben venga l’offerta di Veneziani, ma deve essere un’offerta seria nel rispetto dei lavoratori e del ruolo della testata”. “Quella dell’Unità è una piccola storia ignobile con killer di una storica che andrebbero individuati – ha sostenuto Butturini -. Penso che l’Unità potrebbe essere un modello di business e sviluppo. Il punto è non farne una questione assistenziale, ma avere una proposta editoriale vera”. (ANSA, 27 novembre 2014)

Umberto De Giovannangeli

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