Inaugurato Cobox, il coworking di Cremona pensato come spazio di ricerca e sviluppo per startup

Giovedì 27 novembre è stato inaugurato Cobox, il coworking cremonese spazio di formazione ed eventi per il panorama dell’information technology, nato dal consorzio Crit (Cremona Information Technology) e costituito da aziende come MailUp, Microdata Group ed Lgh Linea Com, Incode, Lanzoni, Gamm System, Csa Med e Next.

Con sede a Cremona in via dei Comizi Agrari 10, Cobox è uno spazio attrezzato e funzionale: sono 26 le postazioni in openspace per coworker, a cui si aggiungono quattro uffici, già occupati da quattro aziende residenti. Poi una zona formazione di 30 posti, un’ala ristoro, uno spazio per eventi, workshop e presentazioni; infine una sala riunioni con videoproiettore da 12 posti e salette per riunioni da quattro posti. Il tutto provvisto di collegamenti in banda ultra larga grazie a Linea Com.

Cobox è un ecosistema locale a supporto della digital innovation e delle imprese nascenti perché, oltre a mettere a disposizione postazioni di lavoro, Cobox crea sinergie e partnership, mettendo in contatto startup e imprenditori con consulenti qualificati. Tutto questo grazie alle collaborazione già siglata, tramite PoliHub, con la sede cremonese del Politecnico di Milano.

Numerosi i partecipanti all’evento che hanno parlato di innovazione, di come possa essere possibile costituire un ecosistema locale che favorisca la digital innovation e di come Cobox possa aiutare tutto ciò. Ospite d’eccezione Riccardo Luna, insignito lo scorso settembre del titolo di ‘Digital Champion’ dalla Presidenza del Consiglio. “Il Cobox rappresenta una tappa davvero importante per Cremona e il suo territorio, ma non dobbiamo dimenticare che il primo coworking nasce nel 2005 negli Stati Uniti nel periodo post bolla, esattamente a San Francisco; nasce dall’intraprendenza di un programmatore informatico, tale Brad Neuberg, che decide di creare il primo spazio di lavoro condiviso nel quale ospitare altri freelance come lui”, ha detto Luna. “Nello stesso periodo nascono anche i Fab Lab, spazi nuovi di ideazione e realizzazione di oggetti di una nuova categoria di artigiani, quelli digitali, e ancora iniziano a prendere piede anche gli incubatori e gli acceleratori di imprese. Tutte nuove realtà che nascono e si moltiplicano a una velocità impressionante. Ma il filo rosso che accomuna queste varie realtà, comunque diverse tra dloro è quello di lavorare in spazi condivisi per condividere idee e progetti”.

“Per tornare a far crescere il nostro Paese innanzitutto è necessaria una maggiore diffusione della conoscenza. Basti pensare che in Italia il 40% delle persone non utilizza la rete ma il dato più disarmante è un altro: il tasso di crescita di chi si avvicina alla rete, solo il 2% l’anno, uno dei tassi più bassi al mondo”, ha aggiunto Riccardo Luna. Se continuiamo così sarà sempre più difficile colmare il nostro digital divide. Per questo dovrebbero essere promossi programmi attraverso un digital act (scherza con il job act), di alfabetizzazione digitale un pò come avvenne per l’alfabetizzazione culturale nel periodo del boom industriale degli anni’60. L’altro punto fondamentale è fornire le infrastrutture tecnologiche affinché tutti, una volta compresi l’importanza e i benefici che possono darci le nuove tecnologie, siano messi nelle condizioni di poterle utilizzarle al meglio, grazie alla diffusione della rete veloce”.

L’inaugurazione ha visto sul palco esponenti della politica locale e lombarda, come il sindaco Gianluca Galimeberti e il consigliere regionale Carlo Malvezzi, oltre che i rappresentanti del Crit, a partire dalla presidente, Carolina Cortellini Lupi, Matteo Monfredini, president & Cfo Mailup, Gerardo Paloschi, Direttore Generale di Linea Com, Gianni Ferretti, Prorettore del Polo di Cremona e altri interventi.

“Cobox non vuole essere un incubatore, ma un facilitatore”, ha detto Matteo Monfredini di MailUp. “Un luogo che faccia da ponte: da una parte le idee e i progetti, dall’altra i bandi, i finanziamenti, i venture capital. Uno spazio dove consulenti qualificati aiuteranno imprenditori e aspiranti tali a meglio strutturare la loro idea di business e a trovare i canali migliori per poterla realizzare”. MailUp, infatti, è nata come una startup ma oggi è una società tecnologica che compete con i player internazionali (a luglio si è quotata all’Aim Italia, la Borsa per le pmi).

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