Caso Anna Martina: il magistrato chiede l’archiviazione

“Nessuna parentopoli”. Nessun abuso d’ufficio, né ipotetica corruzione. La Procura di Torino ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto a carico di Anna Martina, per gli affidamenti diretti gestiti dall’ex dirigente del settore Comunicazione del Comune all’azienda del figlio, la società di registrazione Punto Rec, a partire dal 2006. Erano due le delibere “sospette”, nel 2008 e 2009, inizialmente ritenute non “adeguatamente motivate sotto il profilo della vantaggiosità delle condizioni praticate da Punto Rec”. Per queste, la Martina era finita nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio. Dopo due anni di indagini, il magistrato ha ritenuto infondato il capo d’imputazione: “Il reato di abuso d’ufficio richiede che, oltre alla procedura illegittima, esistano le prove anche dell’ingiusto profitto finale – spiega il procuratore aggiunto Antonio Beconi -. Il beneficio derivato alla società del figlio Marco avrebbe dovuto essere eccessivo, oppure palesemente non dovuto, e anche di questo non c’è l’evidenza”. Si va, dunque, verso l’archiviazione delle accuse e adesso spetta al giudice la chiusura di una vicenda che non fu priva di strumentalizzazioni da parte di partiti politici torinesi all’opposizione della giunta cittadina guidata da Sergio Chiamparino.

Anna Martina (foto Studio Franceschin)

Anna Martina (foto Studio Franceschin)

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