Amazon pronto a delocalizzare per testare consegne con droni

(ASKANEWS) Amazon e’ pronto a delocalizzare qualora non dovesse ottenere in tempi rapidi dalle autorita’ americane il nulla osta per testare all’aperto il proprio programma di consegne con i droni.

“Senza l’autorizzazione a condurre test all’aperto, non avremo altra scelta che spostare gran parte delle nostre risorse per la ricerca e lo sviluppo dei droni all’estero”, si legge in una lettera firmata dal vicepresidente del gruppo americano, Paul Misener, e inviata all’amministrazione federale dell’aviazione americana (Faa). Nella missiva, datata domenica scorsa, il vicepresidente ha quindi spiegato che “per il momento, la maggior parte dei nostri sforzi di ricerca e di sviluppo, comprese le prove di volo, viene realizzata nel nostro laboratorio e nei nostri siti di prova nello stato di Washington”, ma e’ giunto ormai il momento di passare alla tappa successiva dei test.

Il gruppo ha gia’ cominciato a farlo all’estero, ma si e’ detto “molto preoccupato” per il fatto di non aver ancora ottenuto il via libera dalla Faa. Solo la scorsa settimana, il fondatore del colosso Usa della distribuzione online, Jeff Bezos, aveva denunciato come il principale ostacolo al varo del progetto “Prime Air”, ossia consegne di piccoli pacchi con droni in massimo 30 minuti, non sia di tipo tecnologico, ma “normativo”. (Askanews, 9 dicembre 2014)

Jeff Bezos, ceo di Amazon (foto Olycom)

Jeff Bezos, ceo di Amazon (foto Olycom)

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