Il ministro della giustizia, Orlando: entro l’anno il via libera alla riforma delle intercettazioni

(ANSA) Entro il 2015 “possiamo farcela ad approvare in via definitiva la riforma del processo penale attuando la delega sulle intercettazioni”. Lo afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando in un’intervista che apre la prima pagina del Messaggero e in cui affronta i nodi di Roma e del Giubileo.

Andrea Orlando (foto Olycom)

Il Guardasigilli garantisce che la giustizia non diventerà materia di scambio con la riforma costituzionale, “può piacere o no, ma nulla è stato fatto per recondite manovre”, sottolinea. Renzi aveva detto che il 2015 sarebbe stato l’anno della riforma delle intercettazioni e “penso che ce la possiamo fare” ad approvarla definitivamente, spiega. “La delega sulle intercettazioni possiamo attuarla a strettissimo giro. Inizieremo a discuterne subito dopo il via libera alla Camera”. Poi ci sarà il confronto con la stampa.

“I punti fermi restano tre: nessuna modifica alle intercettazioni come strumento investigativo; sì a tutte le modifiche possibili e necessarie ad impedire la diffusione di quelle che non hanno alcuna rilevazione penale; garanzia del diritto di cronaca”. Della proposta del vicepresidente del Csm Legnini che le toghe passate alla politica non tornino più in magistratura, Orlando condivide “l’esigenza di una disciplina” ma non è convinto “che il passaggio in politica costituisca una sorta di contaminazione”, dunque sarebbe “per distinguere i casi”. Quanto alla decisione del governo di affiancare il sindaco di Roma a Gabrielli e Cantone “non è una tutela – precisa – ma un’assunzione di responsabilità nazionale. L’Italia e il Pd non possono permettersi un fallimento nel rilancio dell’azione capitolina. Marino colga fino in fondo questa opportunità e sciolga alcune contraddizioni”. Dopo l’inchiesta Mafia Capitale, Orlando annuncia che com’è stato a Milano per Expo, anche per il Giubileo il governo rafforzerà gli uffici giudiziari della Capitale. “Il flop è un’ipotesi che non possiamo neanche minimamente prendere in considerazione – dice -. Anche per questo Marino deve essere aiutato con forza”. (ANSA, 31 agosto 2015)

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