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Quasi un ragazzo su due è favorevole alla presenza di video violenti sui social: rappresenta la libertà di espressione (INFOGRAFICA)

La cruda realtà sui social network. Senza nessuna censura. Il 44% dei ragazzi intervistati in un’indagine di Skuola.net [1] è a favore della socializzazione della violenza. E non disdegna neanche la morte in diretta. L’inchiesta – che ha coinvolto circa 1000 studenti – ha infatti preso spunto dall’omicidio della giornalista Alison Parker e del suo cameraman Adam Ward. L’assassino, prima di togliersi la vita, ha postato su Facebook il video girato durante l’attacco. Non è d’accordo invece il restante 56%.

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Per il 56% di quelli favorevoli alla pubblicazione di filmati violenti, l’informazione deve essere libera. Un altro 37% è convinto che condividere queste informazioni sia necessario per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crudeltà dell’essere umano. Urtare la sensibilità, fomentare la spettacolarizzazione della violenza e diseducare i giovani sono le motivazioni di chi vorrebbe censurare i video che ritraggono morte o scene di crudeltà.

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