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La Francia contro Google sul diritto all’oblio: rimuovere i link con dominio francese e non solo

La Francia e Google di nuovo avversarie sul tema del diritto all’oblio. Come riportato da Wired [1], la Cnil, Commission nationale de l’informatique et des libertés, ha rigettato l’appello di Google. Le diposizioni della commissione – arrivate in giugno – imponevano al gigante della rete di rimuovere tutti i link richiesti, non solo dalla versione francese, ma anche dagli altri domini. 

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Isabelle Falque-Pierrotin, presidente del Cnil

Google si è detta “rispettosamente in disaccordo”, e ora rischia di dover pagare due sanzioni diverse. come si legge su The Verge [3], un portavoce dell’azienda statunitense ha dichiarato: “Abbiamo lavorato duramente per attuare la sentenza europea sul diritto all’oblio, e continueremo a farlo. Ma per una questione di principio, ci troviamo rispettosamente in disaccordo con l’idea che l’autorità per la protezione dei dati di un singolo paese debba stabilire a quali siti web si possa accedere in altri paesi attraverso i motori di ricerca”. Come emerge da un recente rapporto, e citato da Wired, i francesi sono risultati i più attivi nelle richieste di deindicizzazione di link dal motore di ricerca. Dal Transparency Report di Google di luglio, è anche emerso che il 5% delle 220mila richieste pervenute per le rimozioni afferissero a criminali, politici e figure pubbliche. Nel 2014 le richieste di rimozione francesi erano 17.500, seguite da quelle tedesche e britanniche. Il diritto all’oblio prima è stata istituito nel 2014 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La conseguenze legali tra Google e le autorità di regolamentazione europee sulla privacy ha sollevato questioni circa la censura su internet e la possibilità di riscrivere la storia.