Come Twitter ha cambiato il giornalismo: il commento del Guardian su quanto l’informazione oggi dipenda dal social network

C’è un giornalismo pre-Twitter e un giornalismo Post-Twitter. Secondo il Guardian, la nascita del social network è stato un punto di non ritorno per il mondo dell’informazione, ed è ora inimmaginabile vivere senza. Ma deve reinventarsi. Le cose non stanno andando bene: il 13 ottobre ha annunciato il licenziamento di 336 dipendenti, pari all’8% della forza lavoro totale. Sulla piattaforma ci sono 300 milioni di utenti attivi, una popolazione misera in confronto a quella di Facebook, che conta 1,2 miliardi di cittadini che vi accedono ogni mese.

Jack Dorsey, ceo di Twitter (foto da inc.com)

Twitter ha altri scopi, non solo il divertimento e il tempo libero. Vip, politici, aziende hanno ora il potere di diffondere notizie ed eventi con una rapidità mai vista prima. Il 13 ottobre negli Stati Uniti è andato in onda il primo dibattito tra i candidati del partito democratico. Donald Trump ha fatto un live twitting dell’evento. Non c’è più solo la notizia, ma anche le reazioni, i commenti, le foto, i video di chi è direttamente o indirettamente coinvolto nella questione. I giornalisti la mattina, per prima cosa, non accendono più la radio, ma i loro smartphone, per scorrere la bacheca Twitter. I soggetti e le fonti per i loro articoli sono lì, e compiono la stessa azione. Mentre la massa si confronta e chatta su Facebook, l’informazione libera passa da Twitter.

“Forse – sostiene il Guardian – non deve sorprendere che Twitter ha incontrato gli stessi problemi sia nella crescita degli utenti sia nell’aumento della fiducia degli investitori. Uno dei più profondi paradossi dell’economia americana è che non ci sono soldi per la libertà di parola”. Gli obiettivi e il target di Facebook e Twitter sono diversi. Il primo è una piattaforma di condivisione, che ha esportato l’idea che tutto è ‘likeable’ o commentabile. Twitter risponde 24 ore su 24 alla questione: che succede in questo momento nel mondo? A grandi domande corrispondono difficili risposte. Ci sono i tweet dei dissidenti, quando i video di propaganda dell’Isis. “Non si può avere uno senza l’altro”, continua il Guardian.

Twitter prova a trovare nuove vie per attirare nuovi utenti (o tenersi quelli vecchi) e lancia ‘Moments’, un raccoglitore di news riguardanti la stessa notizia. Deve muoversi in questa direzione per sopravvivere: diventare una redazione senza confini geografici, indipendenti e libera. Altrimenti – dice il Guardian – rischia di essere fagocitata da una società più ricca – Google o Facebook – oppure, ancora peggio, di scomparire.

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