La Rai insegue il modello Netflix: contenuti a pagamento online in tv e mobilità. Il Piano di Campo Dall’Orto: intercettare inserzionisti che sfuggono al servizio pubblico per ricavi fino a 60 milioni l’anno

La Repubblica 21/10/2015 – La Rai ha già aperto il cantiere e lavora alla sua Netflix. Obiettivo della nostra televisione di Stato è creare un’offerta di contenuti televisivi che viaggeranno via Internet. Sono programmi che vedremo sullo smartphone, sul tablet, anche sul televisore se collegato alla Rete, secondo il modello di Netflix, di Infinity del gruppo Mediaset, di Sky Online, di Tim Vision, di Chili Tv (ma anche, in parte, di iTunes e Google Play).

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Nel suo piano riservato, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto scrive che la nuova “piattaforma” punta a intercettare inserzionisti pubblicitari che oggi sfuggono al servizio pubblico. Ma la “piattaforma” avrà anche contenuti di pregio a pagamento. La televisione di Stato, dunque, si prepara a varare un’offerta pay, ed è una novità assoluta nella sua storia.
Perché Viale Mazzini possa entrare nella a tv a pagamento, il Parlamento dovrà approvare una norma che autorizzi l’operazione. E il via libera verrà recepito in due altri atti. Intanto nel Contratto di Servizio che, ogni tre anni, precisa i diritti e i doveri della televisione pubblica rispetto agli italiani. La frontiera nuova della pay-tv farà capolino, poi, nella Convenzione che l’anno prossimo tornerà ad assegnare i compiti di servizio pubblico alla nostra Rai, in occasione del suo rinnovo decennale.

Campo Dall’Orto, dunque, lavora ad un’offerta via cavo e via Internet che sarà alimentata da due fiumi. Nei calcoli del direttore generale, la pubblicità potrà portare cifre appetibili. Fino a 60 milioni l’anno. Oggi, per la verità, l’intero settore della televisione via cavo genera la miseria di 40 milioni di ricavi, nell’Italia orfana della banda larga e larghissima. «Siamo agli albori», ammette la Rai. Ma il treno – prima o poi – comincerà a correre. Nel 2018, il settore avrà un valore di 3,85 miliardi nella sola Europa Occidentale. E la sfida dunque sarà trasferire anche qui in Italia questa crescita impetuosa, Va’ dove ti porta il mercato, “Go to the market”. Questa la parola d’ordine del progetto.
Per fare soldi, Campo Dall’Orto vuole percorrere anche la strada dello “Svod”. Significa, in parole povere, che gli italiano potranno versare un importo mensile fisso (anche modesto) per accedere ad un intero catalogo di pregio. Questo, dopo una procedura di registrazione e abbonamento ultra semplificata. La Rai adotta, quindi, il modello Netflix che viene citata esplicitamente dal piano del direttore generale.
Ma la televisione di Stato precisa Campo Dall’Orto – ha dei punti di forza rispetto allo “straniero” in termini di «riconoscibilità del proprio brand, ampia base di clienti, spinta commerciale potenziale, disponibilità di contenuti proprietari locali», e già in linea con il gusto del pubblico italiano.

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