Il New Yorker lancia un programma radiofonico in onda ogni settimana. Remnick: vogliamo far convergere le caratteristiche del magazine con quelle del formato audio

Il New Yorker si è già avvicinato in passato al formato audio grazie ai podcast: il settimanale ne ha già pubblicati molti, dedicati a tema come la politica, la cultura e la fiction. Sabato 24 ottobre ha fatto un passo avanti: ha debuttato ‘The New Yorker Radio Hour’ sulle frequenze che coprono le città di New York e Boston, oltre che sul web. L’editor-in-chief David Remnick ha raccontato a Nieman Lab: “Devono esserci tutti gli elementi della pazza ricetta del New Yorker. Le basi: profondità nel dibattito e nel racconto, la cura dei dettagli, l’umorismo e la varietà”. E ha continuato dicendo ciò che è da evitare: “La cosa più stupida e arrogante che possiamo fare e andare in onda e leggere articoli del New Yorker”.

David Remnick, editor del New Yorker (foto da theguardian.com)

Nelle prime due settimane di vita, il nuovo programma radiofonico – in coproduzione con i WNYC Studios – potrà essere ascoltato su 26 emittenti, dal New England a Portland. Il magazine sta lavorando per coniugare elementi che i lettori abituali possano riconoscere, e nuove offerte. Remnick presenterà ogni episodio, che sarà il sabato a cadenza settimanale. “Stiamo cercando di capire come funziona il mezzo – ha detto – Vogliamo provare a far convergere le caratteristiche del magazine e quelle della radio”.

‘The New Yorker Radio Hour’ prevede alcune storie connesse con l’attualità, ma non sarà un programma d’informazione. Secondo Remnick, lo scopo è trovare un piccolo spazio audio per qualcosa che potrebbe essere espresso anche come un articolo di diecimila battute, con interviste o racconti personali.

È l’ultimo esperimento del New Yorker, che si inserisce in un intento innovativo che va avanti da tempo. Negli ultimi anni, ha rilanciato il sito e visto crescere gli abbonamenti, dopo aver introdotto il paywall. Ha organizzato eventi e reso il New Yorker Festival un appuntamento esclusivo. Come dice Remnnick, lo scopo è “raggiungere nuove persone e raggiungere quelle che già ci leggono in maniere nuove e diverse”.

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