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È opinione generale? No, solo dei media

“Il rapporto tra sindacato e media non è ai migliori livelli di sintonia”, lo afferma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. “Mi pare che ci sia una scarsa pluralità e poca differenziazione degli orientamenti della grande stampa”, dice. “Si va per campagne di delegittimazione che sono spesso ispirate dal governo, o da scelte del governo, e seguite da tutti. Toni che sarebbe più facile immaginare provenienti da organi d’informazione del centrodestra o riferiti a specifici contenziosi. Invece, oggi si trovano spalmati su tutta la stampa nazionale e, in molti casi, anche sulla televisione. Con situazioni davvero fastidiose”.

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Susanna Camusso

“Forse bisognerebbe farsi una domanda riguardo all’informazione e all’orientamento delle persone”, aggiunge la leader sindacale. “Quando parli in giro o quando ti confronti con il voto dei lavoratori, come in occasione delle elezioni delle rappresentanze sindacali nelle aziende dove si vota oltre il 90% dei lavoratori, non emerge tutta questa corrispondenza tra quanto scrivono i giornali e quanto pensano le persone”.

“Insomma”, aggiunge Camusso, “ci andrei piano nel ritenere che la stampa dia una rappresentazione reale del pensiero del Paese. Quello che scrivono i giornali riflette il pensiero di opera nella ‘grande’ informazione e, a essere sinceri, a volte sembra di essere più sul piano della propaganda che dell’informazione”.

E il Jobs Act? “Il Jobs Act”, risponde Camusso, “è passato sulla scia delle continue richieste di fiducia da parte del governo, non perché vi sia stata una reale discussione sul valore e sul senso del lavoro, sugli strumenti perché vi si possa accedere, su quelli che devono permettere a tutti di avere una condizione lavorativa di rispetto e dignità”.

 

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 465 – Ottobre 2015