Magic touch

La vena creativa di Lapo Elkann, dall’ufficetto del marketing Fiat a stregone del lusso per super ricchi fino al nuovo progetto di Garage Italia Customs

I tre vestiti da benzinai hanno un’aria decisamente divertita: il primo, con lunga barba profetica e occhialini tondi, è l’archistar Michele De Lucchi (l’autore, fra mille altre commesse, del celebratissimo Padiglione Zero di Expo 2015); il secondo è Carlo Cracco, il più fascinoso dei MasterChef stellati; il terzo è quello che ha messo insieme il trio e lo ha vestito in tuta blu: Lapo Elkann, il nipote creativo dell’avvocato Agnelli, quello che ogni tanto si mette nei guai e che cambia fidanzata una volta al mese. La scena madre dei benzinai è l’immagine simbolo della nuova impresa di Lapo, presentata a Milano il 7 ottobre. Si chiama Garage Italia Customs, ed è un’officina-atelier dove si può ottenere la personalizzazione estrema di (quasi) tutto quel che si muove a motore. Dall’auto alle moto, alle barche, agli elicotteri, agli aerei. Lapo ascolta, consiglia, accosta materiali e taglia e cuce addosso al cliente il mezzo ‘customizzato’. Senza paura di contrasti o scelte temerarie. Come del resto ha sempre fatto con il proprio parco mezzi: dall’incredibile Ferrari 358 mimetica alle 500 pied de poule e gessate. E come ha fatto per quattro anni in Ferrari, dal 2011 in poi: da consulente del ‘Tailor-made’ del Cavallino, ovvero da stregone del gusto in servizio esclusivo per i super ricchi clienti Ferrari desiderosi di possedere un pezzo unico. Anche a costo di spendere il doppio o il triplo del prezzo di listino.

Per la sua nuova avventura Lapo ha scelto di rigenerare un pezzo di paesaggio urbano di Milano: la vecchia stazione di servizio Agip di piazzale Accursio, su viale Certosa, costruita nel 1952 su input di Enrico Mattei e disegnata dall’architetto Mario Bacciocchi. Una struttura a due livelli in stile ‘streamline’, con due enormi tettoie simili ai ponti di una nave. Al piano terra officine e laboratori, e al primo piano (dove in origine c’erano uffici e abitazioni dei lavoratori) un ristorante. A De Lucchi il compito di riportare a nuova vita una struttura abbandonata da vent’anni. A Cracco di mettere in piedi il ristorante, del quale è socio con Lapo Elkann per il 40%. Inaugurazione prevista per la prossima primavera, in contemporanea con il Salone del mobile. Il 7 ottobre, fra i muri scrostati della vecchia area di servizio, c’era una calca di  300 persone: giornalisti a grappoli, ma soprattutto un pattuglione di imprenditori, finanzieri, manager (fra cui anche il capo della pubblicità Audi Giovanni Perosino e il responsabile comunicazione Bmw Italia Roberto Olivi), oltre alla sorella Ginevra Elkann, a Beatrice Borromeo e alla austera vice sindaco di Milano, Francesca Balzani. Segno che nessuno, ormai, pensa alle imprese di Lapo come a un passatempo da ricchi annoiati.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 465 – Ottobre 2015

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