Gli editori precisano che la disdetta del contratto giornalistico serve a “imprimere alle trattative il necessario impulso”

Anche la Fieg interviene dopo le polemiche sorte sulla disdetta del contratto di lavoro dei giornalisti da parte degli editori a partire dal 1° aprile 2016.  Un annuncio che il segretario del sindacato avrebbe nascosto ai suoi iscritti.
Dopo che in una nota la Federazione della Stampa ha affermato di aver pubblicato il 30 ottobre la notizia sul sito del sindacato e di averla rilanciata lo stesso giorno sulla newsletter interna, precisando che in ogni modo la disdetta non significa rescissione della contrattazione collettiva, la Federazione degli editori ha spiegato che “la disdetta non contraddice l’impegno a ricercare una soluzione sul tavolo negoziale, ma deriva dall’esigenza di imprimere alle trattative il necessario impulso”.
Sul fronte sindacale, si tiene a sottolineare che, come già ribadito negli incontri preliminari all’avvio della trattativa, la Fnsi ha confermato di concordare “sulla necessità di concludere il confronto in atto per il rinnovo del contratto in modo da consentirne l’entrata in vigore dal 1 aprile 2016”.

La Federazione della Stampa spiega che la disdetta è una procedura prevista dal contratto che serve ad evitarne – come stabilito all’articolo 52 – l’automatico rinnovo di anno in anno. Questa facoltà, peraltro, è stata esercitata dalla Fnsi in occasione di tutti i precedenti rinnovi, fatta eccezione per il contratto 2013-2016.

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