In Italia una impression su due non viene vista. Come dire che il 50% dei budget digitali viene sprecato. L’analisi di ComScore che annuncia una partnership sui dati anche con Banzai

di Roberto Borghi – Gian Fulgoni, Stuart Wilkinson e Fabrizio Angelini di Comscore, società specializzata in  digital media analytics, hanno presentato ieri pomeriggio a Milano Vce, servizio attivo dal prossimo anno in Italia in grado di offrire  informazioni anche sulle campagne di digital ads pianificate su dispositivi mobili. L’annuncio segue la sigla dell’accordo con Italiaonline – a cui fanno capo Libero e Virgilio -per la misurazione dell’efficacia della pubblicità digitale nel nostro Paese. Partnership a cui si è unito anche il gruppo Banzai che fornirà i suoi dati sociodemografici a Comscore.

Nel corso della presentazione Gian Fulgoni, co-founder ed executive chairman di Comscore, ha detto che la navigazione desktop è viva e vegeta, cresce meno del mobile ma cresce, contribuendo all’incremento complessivo dell’uso di Internet.

Fulgoni ha anche precisato che mentre siti e servizi web servono al mercato pubblicitario prevalentemente in termini di visite, impression e quindi traffico, le app sono particolarmente  efficaci per il tempo speso al loro interno.


Secondo Comscore, Vce, il servizio in arrivo nel nostro Paese  è particolarmente efficace per la misurazione delle campagne video di cui riesce a valutare e ottimizzare la viewability ossia il grado di lettura effettiva da parte dell’utente. E’ noto infatti che la viewability media delle campagne digital sia intorno al 50%. In pratica – dice Angelini – in Italia una impression su due non viene vista, che tradotto significa che il 50% dei budget digitali viene sprecato. I dati relativi alla viewability  dimostrano, continua Angelini, che i ‘premium publisher’, ossia gli editori più significativi in ordine di traffico e di affidabilità dei contenuti, possono vantare livelli di viewability più alti. Per chi pianifica questo è un aspetto da tenere in particolare considerazione, soprattutto se ci si avvale della modalità programmatic, che non permette di tenere conto del contesto nel quale la pubblicità viene veicolata, ma solo del target di riferimento.

Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers che rappresenta ComScore in Italia, ha portato il caso di Banzai, il gruppo di Paolo Ainio che ha appena siglato una partnership analoga a quella con Italiaonline:  riducendo la propria inventory, ossia ottimizzando gli spazi e le pagine web su cui appaiono le campagne (evitando quindi che appaiano laddove non servono) e quindi  focalizzandosi sulla qualità, la viewability è passata dal 57% al 70%.

La case history Banzai

Leggi o scarica la presentazione Comscore (.pdf)

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