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Un asse tra Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco per fondare un nuovo marchio editoriale fuori da Mondazzoli

Non si calmano le acque del merato editoriale italiano e a tenere banco è sempre ‘Mondazzoli’, il gigante nato dalla fusione tra Mondadori e la Libri con un’operazione da 127,5 milioni di euro lo scorso ottobre. E mentre si attende il verdetto dell’Antitrust che, con un suo parere negativo potrebbe far saltare tutto, come raccontava ieri il ‘Resto del Carlino’ e come racconta oggi ‘Libero’, va avanti il progetto di Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani, e Umberto Eco per creare una casa editrice indipendente.

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Elisaetta Sgarbi (foto Olycom)

La Sgarbi si è sempre dimostrata molto critica nei confronti della fusione e già prima di ottobre aveva provato a rilevare Bompiani senza riuscirci. Le sue perplessità ruotavano soprattutto attorno al rischio di un cambio editoriale e ai tagli al personale. Oltre a lei, anche molti autori della casa editrice hanno manifestato a più riprese una certa insofferenza per l’operazione, insofferenza espressa anche attraverso un documento comune contro l’operazione [2]. Tra le firme di maggior spicco quelle di Antonio Scurati, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Susanna Tamaro, Andrea De Carlo, capeggiati proprio da Umberto Eco, tutti autori Bompiani che, è lecito pensare, sarebbero disposti a lasciare la casa editrice insieme alla Sgarbi. E a loro, tra i nomi in uscita di peso internazionale, ci sarebbero anche Paulo Coelho e Michel Houellebecq.

Stando al racconto dei quotidiani la Sgarbi per continuare nel suo progetto avrebbe trovato un alleato prezioso in Jean Claude Fasquelle, direttore generale delle edizioni francesi Grasset&Fasquelle, che pubblica in Francia i libri di Eco. Da ultimo c’è poi da considerare anche che il figlio di Eco, Stefano, è anche responsabile dell’ufficio stampa di Bompiani.

Qualora prendesse vita, il nuovo soggetto editoriale, conclude Libero, potrebbe “rosicchiare quote di mercato importanti oggi detenute dalla Mondazzoli, che col suo 40% domina il panorama letterario, seguita a distanza da Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) con poco più del 10% e da Giunti, ferma al 5,5%”, e soprattutto potrebbe fare “in un certo senso anche il favore di Mondazzoli, perché scongiurerebbe definitivamente il rischio di monopolio, su cui si esprimerà a breve l’Antitrust”.