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L’assemblea di Telecom Italia boccia la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. Via libera all’integrazione del Cda con i nomi proposti da Vivendi

L’assemblea di Telecom Italia, dopo oltre quattro ore di dibattito, ha bocciato la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. A determinare il «no» alla proposta formulata dal cda presieduto da Giuseppe Recchi è stata l’astensione del socio di maggioranza relativa, i francesi di Vivendi, rappresentati in sala dall’ad Arnaud de Puyfontaine. Di fronte ai soci, spiega LaStampa.it [1], de Puyfontaine ha ribadito le ragioni della decisione, negando di aver cambiato idea all’ultimo minuto. Fatto sta che alla fine il 62% di sì non basta. Serviva infatti l’approvazione dei due terzi e il 36,1% (per lo più i voti francesi) di astenuti è stato deteminante, nonostante i contrari si siano fermati all’1,5% dei presenti.

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Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (foto Olycom)

Nel pomeriggio, via libera all’integrazione del cda con i 4 nomi proposti da Vivendi. Come riporta Ansa, entrano dunque nel board il ceo Arnaud De Puyfontaine, il chief operating officer Stephane Roussel, il direttore finanziario Hervé Philippe e la ex manager di Areva Felicité Herzog come consulente. La mozione è passata con 52,9% voti favorevoli, 45,3% contrari e astensioni per 1,8%.
Boccia invece la richiesta di Vivendi di svincolare i suoi 4 rappresentanti dalla clausola di non concorrenza. Resta la curiosità di sapere cosa decideranno di fare Arnaud De Puyfontaine, Stephane Roussel ed Hervé Philippe che hanno tutti e tre ruoli esecutivi in Vivendi, dove sono rispettivamente ceo, chief operating officer e direttore finanziario.

“Non prevedo problemi, non ci è mai stato segnalato come una ‘bandiera rossa di cui preoccuparsi’ è un tema squisitamente legale” che i tecnici stanno affrontando, il commento del  presidente di Telecom Giuseppe Recchi davanti alla bocciatura della richiesta di Vivendi, di liberare i nuovi consiglieri dal vincolo di non concorrenza.  In merito alla bocciatura alla bocciatura all’operazione di conversione delle azioni di risparmio in ordinarie ha poi aggiunto: “Ci dispiace perchè perdiamo un’opportunità per l’azienda ma da come è andato il voto, per astensione e non contrario al principio di merito, ora che abbiamo loro nel board la studieremo. E’ un tema non di se ma di quando”.

Domani, segnala Ansa, i quattro nuovi consiglieri sono attesi alla riunione a Milano del board che darà l’avvio alla discussione sul nuovo piano industriale.