Il Tar del Lazio conferma la nomina dei componenti del Cda Rai. Respinta la richiesta di Roccaro, presidente dell’Istituto Superiore Giornalismo

Nessuna sospensione del provvedimento con il quale il 4 agosto scorso sono stati designati i candidati da inserire nella lista dei componenti da sottoporre all’assemblea degli azionisti della Rai per la nomina del Cda. L’ha deciso il Tar del Lazio con una ordinanza che ha respinto la richiesta con la quale il presidente dell’Istituto Superiore di Giornalismo, Sebastiano Roccaro, sollecitava la sospensione del provvedimento contestando l’elezione dei componenti del nuovo Cda della Rai. 

Il Tar ha ritenuto che “nei limiti della sommaria cognizione cautelare – si legge nell’ordinanza ripresa dall’agenzia Ansa – il ricorso non presenti sufficienti profili di fondatezza, in considerazione del tipo di procedimento impugnato, che non prevede una comparazione tra candidati”.

Non solo, i giudici amministrativi hanno anche considerato che “avendo il provvedimento di designazione già esaurito i suoi effetti ed essendo già avvenute le nomine, non sia neppure configurabile il pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione del provvedimento impugnato”.

I principali motivi di contestazione espressi nel ricorso erano: la Commissione parlamentare di Vigilanza, che sceglie i componenti del Consiglio della Rai, non avrebbe preso in esame i curricula di persone diverse da quelle indicate dai partiti; sono state designate anche persone già in pensione che non possono ricoprire cariche in organi di governo delle amministrazioni neanche a titolo gratuito; tra i sette designati c’è solo una donna, mentre la rappresentanza femminile dovrebbe beneficiare di almeno un terzo dei posti disponibili.

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