Nessuna intesa tra le congregazioni missionarie: chiude la Misna. L’Fnsi: intervenga la Cei

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Non sono andati in porto gli ultimi tentativi per salvare la Misna, l’agenzia di stampa che, grazie alla collaborazione dei missionari, forniva notizie dal Sud del mondo, e che aveva cessato le pubblicazioni lo scorso 31 dicembre 2015.

“Ieri pomeriggio”, si legge in una nota della fiduciaria di Redazione Alessia de Luca Tupputi, ripresa dall’agenzia Ansa venerdì 8 gennaio, “i superiori generali dei quattro istituti soci dell’agenzia (Missionari comboniani, Missionari della Consolata, Missionari Saveriani e Pime) hanno lasciato cadere nel vuoto la mano tesa di chi proponeva una ‘exit strategy’ alla crisi dell’agenzia”. La nota, citando anche l’intervento della Cei, definisce la decisione “un voltafaccia inatteso e contrario agli auspici di buona parte del mondo missionario, del volontariato e dell’editoria cattolica e nazionale”, parlando anche di “un vero e proprio tradimento nei confronti della redazione, che molto si era spesa in queste settimane per trovare una soluzione che ormai sembrava a portata di mano, ma soprattutto l’atto finale di un progressivo abbandono dell’unica realtà intercongregazionale nella quale i singoli istituti religiosi erano chiamati a lavorare insieme”.

“In tempi in cui si fa sempre più evidente la necessità di aprire al dialogo interreligioso ed ecumenico e all’inizio dell’anno del giubileo della Misericordia, è triste dover constatare che a spegnere la voce di Misna sia proprio l’incapacità delle diverse congregazioni missionarie a dialogare tra loro, mettendo da parte interessi particolari, a favore di un più ampio ‘bene comune’. Una sfida persa per il mondo dell’editoria cattolica, di cui a fare le spese saranno non solo le stesse realtà missionarie, confinate ognuna nel suo angolo, i dipendenti laici e le loro famiglie, ma le periferie del mondo su cui, da oggi, cala un po’ più di silenzio”.

A sostegno di Misna sono intervenuti anche il segretario generale e il presidente della Fnsi, che in una nota hanno espresso la loro piena solidarietà. “Al di là degli aspetti contrattuali e sindacali – osservano Lorusso e Giulietti – non vogliamo e non possiamo credere che, in un momento in cui questo pontefice, papa Francesco, richiama ogni giorno e in ogni modo l’attenzione sulle periferie oscurate, si possa chiudere un’agenzia che storicamente è nata e si è distinta per la sua capacità di illuminare proprio le terre dimenticate. Una voce che è l’emblema stesso della capacità di rappresentare mondi e continenti spesso sconosciuti”. “Ci auguriamo che ci sia un ripensamento all’interno delle quattro famiglie missionarie che sono gli editori dell’agenzia e ci sia anche un deciso intervento della Conferenza episcopale italiana per impedire che si arrivi al paradosso di oscurare l’agenzia che ha dato luce e voce in questi anni a tante periferie dimenticate”.