Salone del libro a Milano? Ha tutte le caratteristiche per essere centro di diffusione della lettura, dice Assolombarda. In Piemonte non ci stanno: costiamo di più, ma siamo meglio

”Milano, metropoli europea dell’innovazione e della creatività, ha tutte le caratteristiche per essere centro di promozione e diffusione di attività legate alla lettura e al libro”. Lo afferma Antonio Calabrò, vicepresidente Assolombarda ad AdnKronos, evidenziando che “è capitale dell’editoria e della comunicazione, è interna ai flussi di produzione della grande cultura popolare e, contemporaneamente, della ricerca di nuovi contenuti e nuovi linguaggi. E ha dimostrato, nel tempo, di sapere costruire virtuose sinergie tra istituzioni pubbliche e attori privati, nei settori delle imprese culturali, della formazione e della promozione di saperi umanistici e scientifici”.

Antonio Calabrò

Antonio Calabrò

”Proprio grazie a queste caratteristiche – osserva – Milano può nutrire la fondata ambizione di essere capofila di una nuova grande iniziativa che riguardi il mondo del libro. Non in campanilistica opposizione con Torino e il suo ‘Salone del libro’, naturalmente. Ma per rilanciare le attività editoriali, la cultura, il piacere del testo, la diffusione del libro, in accordo con la Fiera di Milano e comunque nel contesto di una serie di attività, da BookCity a IoLeggoPerché, che vedono protagonisti le organizzazioni, le imprese egli editori milanesi e che possono raccordarsi con le tante altre iniziative nazionali, pubbliche e private di promozione della lettura,con i festival e con le rassegne letterarie” conclude Calabrò.

“I costi non sono tutto: Torino, con la sua esperienza trentennale, può offrire agli editori molto di più”. Questo l’appello – ripreso da Ansa –  dell’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, alla vigilia di un Consiglio generale dell’Aie fondamentale per il futuro del Salone del Libro di Torino. Sul tavolo due proposte: quella di Torino, appunto, e quella di realizzare una kermesse completamente nuova a Milano.

“E’ vero, costiamo di più, ma mettiamo a disposizione contributi difficilmente paragonabili”, aggiunge la Parigi confermando le indiscrezioni di stampa relative ai costi delle due kermesse: 600 mila euro per l’affitto del Lingotto, canone dimezzato rispetto al passato, contro i 200 mila euro della Fiera di Rho. “Lo sconto ottenuto da Gl events (società proprietaria del Lingotto, ndr) grazie anche all’interessamento del la Città di Torino – prosegue ancora la Parigi – ci permetterà di diminuire sensibilmente il costo del plateatico.
Mi aspetto che domani prevalga il buonsenso: è assurdo che città come Torino e Milano si facciano la guerra organizzando due manifestazioni dedicate al libro a distanza di una settimana. Ed è altrettanto assurdo che l’Aie, socio fondatore della Fondazione per il libro, possa remare contro la stessa Fondazione pur rimanendone socio”.
L’assessore Parigi ha ricordato che Regione Piemonte e Città di Torino “investono sul Salone del Libro in modo importante: oltre ai 200 mila euro per attività progettuali, c’è infatti il sostegno all’International Book Forum che proprio per questo negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale. E non bisogna dimenticare, inoltre, il sostegno ai piccoli editori – sottolinea – per i quali abbiamo addirittura varato nel 2008 una legge apposita che ci permette di aiutare numerosi loro progetti”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Classifica Audiweb dell’informazione online a maggio. Repubblica sempre in testa; Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport guadagnano terreno

Classifica Audiweb dell’informazione online a maggio. Repubblica sempre in testa; Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport guadagnano terreno

Nyt, Figaro, Monde, Faz, Pais: la scomparsa di Camilleri fa il giro del mondo online

Nyt, Figaro, Monde, Faz, Pais: la scomparsa di Camilleri fa il giro del mondo online

L’Ue apre indagine antitrust su Amazon. Nel mirino l’uso dei dati dei rivenditori indipendenti

L’Ue apre indagine antitrust su Amazon. Nel mirino l’uso dei dati dei rivenditori indipendenti