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La Cina condanna due giornalisti di Hong Kong perché pubblicavano curiosità sui leader cinesi. L’associazione della stampa locale: un duro colpo alla libertà

Due giornalisti di Hong Kong sono stati condannati ieri da una corte di Shenzen (Cina) per “commercio illegale” di giornali. Si tratta, spiega Asianews [1], dell’editore Wang Jianming e del direttore Guo Zhongxiao, che lavoravano nel mensile ‘New Way’ e nel magazine ‘Faccia multipla’, che pubblicava argomenti di politica e pettegolezzi e curiosità sui leader cinesi. Gli articoli venivano pubblicati a Hong Kong, ma alcune copie venivano smerciate in Cina.

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L’episodio ricorda le sparizioni e detenzioni dei cinque editori [3] di libri. Wang è stato condannato a cinque anni e tre mesi di prigione; Guo a due anni e tre mesi. Quest’ultimo, precisa Asianews, sarà rilasciato presto perché entrambi erano stati arrestati nel 2014, mentre si trovavano a Shenzhen. I due giornali sono stati chiusi.

Per l’Associazione giornalisti di Hong Kong [4] la sentenza è un altro colpo alla libertà di stampa nel territorio.

Secondo uno dei cinque editori scomparsi, Lam Wing-kee [5], detenuto per otto mesi con l’accusa di condurre business illegali, “il governo cinese così non solo restringe la libertà di espressione a Hong Kong, ma distrugge il con le sue mani il principio ‘un paese, due sistemi'”.

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Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese