Polemiche sulla campagna del ‘Fertility day’, il Giorno della fertilità fissato il 22 settembre. Contestati slogan come ‘Datti una mossa! Non aspettare la cicogna’ e ‘Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi’

(Lastampa.it)  «La bellezza non ha età. La fertilità sì». E’ uno degli slogan della campagna del Fertility Day voluto da Beatrice Lorenzin per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione. Il 22 settembre sarà quindi il Giorno della fertilità, e l’annuncio è stato accolto dal web con amara ironia.
Se non esiste la cattiva pubblicità, basta che se ne parli, la campagna è un vero successo. Su Twitter l’hashtag #fertilityday è diventato subito trend topic, anche se non come gli ideatori avrebbero sperato, mentre il sito www.fertilityday2016.it è andato off line, probabilmente per i troppi click. A destare clamore sono le cartoline studiate apposta per il lancio della giornata: una serie di immagini accompagnate da didascalie esplicite, da «Datti una mossa! Non aspettare la cicogna» a «Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi».


La fertilità sarà anche un bene comune ma i social non perdonano e attaccano direttamente il ministro, con frasi altrettanto dirette: «Ditelo alle donne che vorrebbero metter su famiglia ma sono precarie e licenziate se incinte». «Sembra una pubblicità del fascismo quando si chiedeva alla buona moglie di restare a casa e fare figli». «E quindi la femmina deve figliare sennò non è “buona”. Anni di emancipazione femminile buttati nel …», sono alcuni dei commenti al vetriolo postati su Twitter.

A non prenderla bene è stato anche Roberto Saviano, che condivide con l’iniziativa il giorno di nascita: «Ecco l’ideona partorita dalla ministra della salute: il #fertilityday. È uno scherzo, vero?», per poi rincarare con «Il #fertilityday è un insulto a tutti: a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno».

Il #fertilityday è un insulto a tutti: a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno.
— Roberto Saviano (@robertosaviano) 31 agosto 2016

Il Fertility Day rientra nel Piano nazionale della fertilità del Ministero della Sanità e mira a «dare enfasi al pericolo della denatalità nel nostro Paese, alla bellezza della maternità e della paternità, al rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori e all’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini», scrive il ministro. A cui il popolo del web risponde: «Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?». «Complimenti a chi ha ideato la comunicazione del #fertilityday, perfetta se non riesci ad avere figli e pure lo Stato ti mette ansia». Ed è stato quasi scontato il paragone con il Family Day: «Dopo il #familyday ci mancava il #fertilityday. Ma quale maternità senza lavoro e welfare».


C’è poi chi ha deciso di risponde con la stessa moneta: è la rete «Act!», una piattaforma di attivisti impegnati nel sociale e nella politica, che ha preparato una serie di «contro-cartoline» nelle quali una ragazza guarda preoccupata una clessidra, abbinata a diversi slogan: «Un figlio è a tempo determinato, il mio lavoro no», oppure «La mia gravidanza dura molto di più che del mio contratto. Altro che #fertilityday».

http://www.lastampa.it/2016/08/31/societa/fertility-day-parte-la-campagna-e-sui-social-subito-polemica-ByHa4vKh802TC8rdtUJDwK/pagina.html

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