Il GP d’Italia di F1 resta a Monza. L’accordo da 68 milioni di euro è per i prossimi tre anni, ma “spero si faccia qui per i prossimi cento”, dice Bernie Ecclestone. Decisiva la mediazione di Flavio Briatore

Pellegrino Alborese – «Ma allora arriva o non arriva?» Intorno alle 15, davanti al building dell’Aci all’autodromo di Monza, la domanda che gira è sempre quella. Soggetto sottointeso: il premier Matteo Renzi, al mattino impegnato a Cernobbio, per il primo pomeriggio atteso a bordo pista per la conferenza stampa sul tanto sospirato rinnovo del contratto da 68 milioni che assicurerà alla Formula Uno altri tre anni di Gran premio d’Italia. A porsela la nutritissima delegazione di giornalisti italiani accreditati: quelli stranieri restano in paddock a guardarsi le prove libere, le imprendibili Mercedes di Hamilton e Rosberg, le speranze di rivalsa ancora una volta tradite (almeno fino a questo momento) delle Ferrari di Vettel e Raikkonen.

«Arriva sicuro», sostengono i più smaliziati con il dito rivolto agli elicotteri di pubblica sicurezza che sorvolano la pista. Alla fine non arriva: Renzi corre a prendere l’aereo per il G20 di Cina. E la conferenza stampa delle 15 ha quattro attori: il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, quello della regione Lombardia Roberto Maroni e i numeri uno di Fia Jean Todt e Formula One Management Bernie Ecclestone. Strette di mano, cenni d’assenso durante i rispettivi interventi e applausi scroscianti dell’uditorio. «Sono felice dell’accordo con Monza, c’è voluto tantissimo tempo per fare qualcosa che tutti sapevamo sarebbe accaduto. Il nuovo accordo riguarda i prossimi tre anni, ma spero che il Gp si faccia qui per i prossimi cento anni», commenta Ecclestone.

Ma non è ancora tempo e non è questo il luogo della firma: il nuovo contratto sarà sottoscritto a Londra, a quanto pare per motivi fiscali. Questo è piuttosto un “patto tra gentiluomini” sancito con una stretta di mano. Piuttosto chiari i contenuti: rispetto ai 68 milioni del deal, la Lombardia ne metterà sul piatto 5 all’anno che si affiancano ai 70 milioni in dieci anni a sostegno del parco di Monza. Il resto ce lo metterà l’Aci, con licenza di intercettare sponsor: il primo della lista è Heineken, gruppo olandese della birra che sponsorizza l’intero Mondiale e ha scelto la classica brianzola insieme con i Gp di Canada e Messico come brand events. Prende insomma forma una nuova Sias: la società continuerà a essere il soggetto organizzatore del Gp, ma avrà Aci come azionista di maggioranza e una partecipazione importante della Lombardia, mentre si ridimensionerà il ruolo dell’Automobile Club di Milano. Decisivo, per arrivare a questo punto, è stato il ruolo del governo Renzi: l’ultima legge di Stabilità consente infatti all’Aci di utilizzare tutte le proprie risorse, compresi i fondi del Pra. Con buona pace di Formula Imola, società di gestione dell’autodromo che ospitava il vecchio Gran premio di San Marino la cui reazione alla notizia è stata un ricorso al Tar del Lazio. Verdetto atteso per fine ottobre, per quanto nessuno sembri preoccuparsi più di tanto a riguardo. Anzi, è tempo di ringraziamenti: Sticchi Damiani ne rivolge uno speciale a Flavio Briatore, manager di lunga esperienza nel settore, presente in sala un po’ defilato: «Ci è stato vicino nei lunghi mesi di trattativa». Decisiva, secondo i bene informati, la sua amicizia di vecchia data con Bernie. Il capitalismo di relazione sarà anche in crisi, ma funziona maledettamente bene a bordo pista.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Ecco la bozza delle disposizioni di legge sulla ‘transizione digitale’ e ruolo e poteri in mano al ministero affidato a Colao

Ecco la bozza delle disposizioni di legge sulla ‘transizione digitale’ e ruolo e poteri in mano al ministero affidato a Colao

Forza Italia presidia il dipartimento Informazione. Con  il liberale Giuseppe Moles gran esperto della Difesa

Forza Italia presidia il dipartimento Informazione. Con il liberale Giuseppe Moles gran esperto della Difesa

Venti milioni di italiani ascoltano gli influencer per gli acquisti, forte anche il ruolo dei brand editoriali. Ecco perchè si segue un influencer

Venti milioni di italiani ascoltano gli influencer per gli acquisti, forte anche il ruolo dei brand editoriali. Ecco perchè si segue un influencer