La Newspaper Association of America cambia nome e dal 7 settembre toglie ‘paper’. Non è una diminuzione del valore della carta stampata come mezzo per informare, dice il ceo Chavern, ma un’apertura a tutte le strade che gli editori possono percorrere per raggiungere i lettori

Daniela Colombo – La Newspaper Association of America, l’associazione che dal 1887 rappresenta gli interessi dei principali editori di giornali a stelle e strisce, a partire dal 7 settembre toglierà ‘paper’ dal suo nome, cambiandolo in News Media Alliance. Una decisione simile era già stata presa qualche anno fa dall’Amercian Society of News Editor (fino al 2009 American Society of Newspaper Editor), e riflette come stiano mutando gli equilibri nel mondo dei media, anche se, come Davide Chavern, ceo dell’associazione, tiene a sottolineare sul sito Poynter.org, “il cambio non riflette nessuna diminuzione del valore della carta stampata come mezzo per informarsi. Al contrario indica le numerose nuove strade che i nostri associati possono seguire per raggiungere i lettori”.

Davide Chavern, ceo della Newspaper Association of America

In ogni caso sono i dati del settore che parlano chiaro: i giornali stampati continuano a ridursi e con loro anche il numero degli iscritti all’associazione, passato dai 2.700 del 2008 ai circa 2.000 attuali. Inoltre, guardando anche alle attività di grandi gruppi come ‘The Washington Post’ e ‘The New York Times’, il termine ‘newspaper’ sta diventando sempre più privo di significato. Senza contare che realtà come BuzzFeed e ‘The Independent journal Review’ fino ad ora non potevano aderire all’associazione perchè sprovvisti di un’edizione stampata.

“La gente oggi consuma più news in tutte le forme, e questa è la base per la crescita dell’industria dei media”, ha aggiunto Chavern, ribadendo quanto di fatto aveva dichiarato qualche giorno fa al New York Times, e spiegando che sostanzialmente “il termine newspaper non è abbastanza ampio” per descrivere una realtà sempre più articolata.

Anche Michael J. Klingensmith, publisher and chief executive del The Star Tribune of Minneapolis e vice president di News Media Alliance, legge la modifica come una novità positiva: “per me non significa che non ci sarà più la carta”, ha detto. “E’ davvero solo relativo alle opportunità di espansione”.

 

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