Agli incassi online del ‘Guardian’ mancano 20 milioni di sterline, e la colpa è di Facebook, dice l’ex direttore Rusbridger: mette un filtro tra quello che facciamo e come la gente lo percepisce

Agli incassi digitali del Guardian mancano all’incirca 20 milioni di sterline e la colpa è di Facebook. Ne è convinto l’ex direttore del giornale britannico, Alan Rusbridger, che intervenendo al FT Week end Live Festival a Londra di inizio settembre ha citato qualche numero per giustificare le sue convinzioni. Per il 2015, prima che Rusbrindge lasciasse la direzione a maggio, le previsioni di incasso dall’online erano stimate attorno ai 100milioni di sterline, ma alla fine dell’anno l’effettivo raccolto era pari al 81,9 milioni, il 2,3% i meno rispetto al 2014. “Perchè tutto il resto è andato a Facebook”, ha riassunto l’ex direttore.

Alan Rusbridger

Dal Guardian nessun commento sulle dichiarazioni nello specifico, ma alla pubblicazione del report annuale nel luglio scorso, qualche accusa ai giganti dell’online come Google e Facebook di aver risucchiato parte degli incassi pubblicitari era stata già mossa.

Facebook offre diverse opportunità agli editori, ha detto Rusbridger, ma con il suo algoritmo, “che noi non capiamo”, ha potere sugli incassi perchè “è un filtro tra quello che noi facciamo e come la gente lo percepisce”. “La situazione non può che peggiorare”, ha concluso Rudbridger: “Hanno un sistema di distribuzione che semplicemente noi non possiamo affrontare”, ha detto. “E più la gente usa questi dispositivi, più la situazione si complica”.

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