Diritto all’oblio, il Tribunale di Milano dà torto al Garante della privacy: Google oscuri il blog che contiene informazioni non aggiornate, né pertinenti o complete

Google dovrà rimuovere un articolo in cui nel 2010 Valeria Termini, componente dell’Autorità garante per l’energia e il gas (Aeeg), veniva indicata come una “raccomandata di Bersani”. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale civile di Milano di cui dà notizia il ‘Corriere della Sera‘.

Sundar Pichai, ceo di Google

Sundar Pichai, ceo di Google

Il Tribunale civile di Milano ha annullato il rigetto opposto dal Garante della Privacy alla richiesta di Termini, professoressa di economia, ordinando a Google di deindicizzare (cioè di non far più trovare come risultato del motore di ricerca) una pagina web del blog di Piero Iannelli in cui permane l’articolo de ‘Il Giornale’ dell’8 dicembre 2010 intitolato ‘L’energia? Un affare di famiglia. Vince la raccomandata di Bersani’.

A prescindere, infatti, dal loro “carattere diffamatorio o meno”, spiega il ‘Corriere’, “i medesimi dati personali, che magari nel 2010 ben potevano essere lecitamente trattati dai mezzi di informazione nel nome di un prevalente «interesse pubblico», possono poi perdere quel pure astrattamente configurabile interesse pubblico se, circolando sul web a distanza di tempo, «risultano non aggiornati, non pertinenti, non completi»”.

Pertanto, le informazioni contenute nell’articolo, “sono da non prevalere più su un diritto non tanto all’oblio quanto al «ridimensionamento della propria visibilità telematica»”.

Il quotidiano aveva già rimosso l’articolo dal proprio archivio dopo un mese e una transazione da 22mila euro, ora deve fare altrettanto il blog in questione, perché, sintetizza il ‘Corriere’,  “l’interesse pubblico c’era nel 2010, ma va verificato nel tempo”.

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