Cairo style

Un Cda a 11 membri, attenzione alle spese, alla crescita, agli eventi e all’area sportiva partendo dal Giro. Per il nuovo editore per ora applausi e sorrisi

Motivare le persone, tenere sotto controllo i costi, senza disinvestire in marketing e comunicazione: Urbano Cairo, si è presentato così il 27 settembre all’assemblea dei soci che lo ha confermato alla presidenza di Rcs MediaGroup. I nuovi amministratori, in un Cda che Cairo ha voluto irrobustire portandolo a 11 membri, sono Gaetano Miccichè, Marco Pompignoli, Stefano Simontacchi, Stefania Petruccioli, Maria Capparelli e Alessandra Dal Monte, mentre per la lista di minoranza entrano in Cda Diego Della Valle, Marco Tronchetti Provera, Carlo Cimbri e Veronica Gava.

Gli interventi del nuovo editore di Rcs, che si è preso del tempo per il nuovo piano industriale, hanno l’effetto delle scariche di un defribillatore su un corpo in apparenza inanimato. Prima dell’assemblea del 27 settembre, prova ne è stata la convention di tutta la struttura di pubblicità, diretta da Raimondo Zanaboni: lunedì 5 settembre un applauso scrosciante di 250 tra venditori e manager ha salutato il lungo intervento di Cairo che, portando a prova quanto è successo nelle sue precedenti acquisizioni, ha assicurato che “nessuno verrà toccato”. L’ampia apertura di credito è dovuta anche al riconoscimento di avere finalmente come interlocutore qualcuno in possesso delle necessarie competenze per rilanciare l’azienda.

Dopo il Cda del 3 agosto, Cairo è arrivato in via Rizzoli trasformando in ufficio una sala riunioni del piano del top management, rimanendo alla larga dalle stanze in cui hanno lavorato Pietro Scott Jovane e Laura Cioli. Insieme a Marco Pompignoli, cfo della Cairo Communication, e Giuseppe Ferrauto, direttore generale della Cairo Editore, si è messo al lavoro dalle 8 del mattino fino a notte inoltrata per cercare di capire la situazione dell’azienda, di cui si è assicurato il 59,83% delle azioni, intervenendo sui terreni che meglio conosce: flusso di cassa, marketing e comunicazione, periodici, sport. Ha trovato però anche il tempo per un’incursione di 48 ore a Madrid per un primo contatto con la controllata spagnola Unidad Editorial. Sotto esame, innanzitutto, le fatture in pagamento nei prossimi sei mesi – il periodo di saldo di prestazioni, servizi e forniture, previsto in Rcs – anche per valutare, come ha fatto nelle altre sue aziende, per esempio La7, dove e come risparmiare: nel mirino sono finiti i costi delle forniture. “Ho visto cose bizzarre, la stessa fornitura pagata in Cairo 16mila euro, qui costa 144mila”, ha detto Cairo all’assemblea dei soci.

Nella foto, Fabio Aru e Urbano Cairo

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 475 – Settembre 2016

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