La Fnsi sostiene la mostra ‘Nome in codice: Caesar’. Lorusso: l’opinione pubblica deve sapere cosa succede in Siria

“La Federazione nazionale della stampa italiana ha da subito deciso di sostenere questa mostra. Sono foto orribili perché orribili sono i misfatti che testimoniamo, ma noi riteniamo che sia sempre necessario portare a conoscenza dell’opinione pubblica tutte quelle situazioni dove vengono negati libertà e diritti civili e dove vengono perpetrati crimini efferati, come la tortura”. Così il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, alla conferenza stampa di presentazione della mostra “Nome in codice: Caesar” che verrà inaugurata domani alle 17.30 al museo Maxxi di Roma.

“Riteniamo – ha spiegato Lorusso – che questa mostra possa rappresentare un ulteriore, necessario momento di approfondimento su quello che è il dramma siriano e ci auguriamo che questa iniziava possa riscuotere l’attenzione anche del governo italiano. Siamo convinti che sia obbligo del sindacato dei giornalisti essere presente in quei luoghi dove la libertà viene negata e dove per mettere a tacere l’opinione pubblica viene messo, o si tenta di mettere, il bavaglio all’informazione”.

Alla presentazione dell’iniziativa, promossa da Amnesty International Italia, Articolo 21, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Focsiv – Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato, Un Ponte Per e l’Unione delle Università del Mediterraneo, Moaz, componente del team Caesar, ha raccontato come è nata la raccolta di foto mentre i relatori hanno fatto il punto sulla difficile e delicata situazione che la popolazione siriana sta vivendo da quando, nel 2011, è cominciata quella che era nata come una rivolta pacifica, poi sfociata nella repressione e infine in guerra.

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