In Italia non c’è spazio per due Saloni del libro, quello vero è a Torino. Così Anita Molino (Amici del Salone), che liquida Milano come un ipermercato dell’editoria

In Italia “non c’e spazio per due Saloni” del libro. Ne è convinta Anita Molino, una delle anime dell’associazione degli editori Amici del Salone del Libro, intervistata da Repubblica, secondo cui di Salone “ce ne è solo uno ed è il nostro. Quello di Torino“.

Il Salone di “Milano è un concorrente di tutto rispetto. Serio, grande e ingombrante come lo può essere un supermercato”, aggiunge Molino. “Anzi. Un ipermercato. Rho sarà un grande centro commerciale del libro, anche perchè non si possono fare i Saloni ignorando l’editoria indipendete. Altrimenti si fa solo commercio, non cultura”.

“Milano non mi sembra che si voglia occupare dell’editoria estera o che voglia coinvolgere i Paesi stranieri”, prosegue Molino. “Noi abbiamo l’International Book Forum, a Milano no”.

 

Molino spiega anche la scelta dello slogan: “già quando ci eravamo riuniti la prima volta l’8 settembre avevamo pensato di inventarci uno slogan per sostenere il Salone del Libro”.  E “chiacchierando tra di noi e con l’editore Stefano Del Mastro di Scrittura Pura abbiamo pensato a ‘Io vado a Torino'”.

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