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Re della satira, flagello per politici e Chiesa, arlecchino d’Italia. La morte di Dario Fo raccontata dai media esteri

La notizia della morte di Dario Fo non solo ha immediatamente conquistato l’attenzione dei principali quotidiani nazionali, ma si è rapidamente diffusa in giro per il mondo, trovando spazio anche nei principali siti di news internazionali. “Muore Dario Fo, l’Arlecchino d’Italia”, titola ‘El Mundo [1]‘ che ricorda il drammaturgo, premio Nobel per la letteratura nel 1997, come “un anarchico, un borghese impertinente….un visionario”. Anche ‘El Pais [2]‘ ricorda Fo, definendolo un “flagello per il potere politico ed ecclesiale”.

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“Il re della satira” e un “anticonformista e all’ascolto della sua epoca”, lo definisce il francese ‘Le Monde [4]‘, citando ‘Il Mistero Buffo’ del 1969, come l’inizio della sua fama internazionale. Al ricordo della sua produzione letteraria sia ‘Le Monde’, che un altro quotidiano francese, ‘Le Figaro [5]‘, intrecciano anche riferimenti al suo impegno politico, tra le critiche alla sinistra considerata apatica davanti a Berlusconi, e il più recente sostegno dato a Beppe Grillo e al suo Movimento5Stelle.

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Anche il britannico ‘The Guardian [7]‘ pubblica in prima pagina la notizia della sua scomparsa, ricordandolo insieme alla moglie Franca Rame, morta nel maggio del 2013. “Fo e Franca Rame, moglie e musa, hanno conquistato cuori e menti degli italiani, scrivendo ed esibendosi sul palcoscenico, in radio e televisione, sferzando i leader politici con un abile linguaggio”, scrive il quotidiano inglese.

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In Germania a ricordarlo è la ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung [9]‘, che sottolinea come fosse “celebre per i suoi giochi di parole e le sue provocazione”, mentre ‘Der Spiegel [10]‘, sottolineando come per anni sia stato messo al bando dalla televisione italiana, sceglie di celebrarlo ricordando le sue dichiarazioni in occasione della vittoria del Nobel: “I poeti in Italia sono così entusiasti che ricevo il Nobel che il sedativo nelle farmacie italiane è quasi esaurito”. “Alcuni hanno anche chiesto l’abdicazione del re di Norvegia”.

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Oltreoceano invece a rendergli omaggio sono stati il ‘New York Times [12]‘ e il ‘Washington Post [13]‘. Sottolineando la sua attività di drammaturgo e regista, entrambi i quotidiani hanno messo in risalto come con la sua satira abbia spesso bersagliato politici e Chiesa.

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