Caso Premium. Controreplica di Mediaset a Vivendi: il gruppo francese ha da tempo cessato ogni approccio, la vicenda sarà risolta in tribunale

Ieri in serata è stato diramato da Cologno Monzese questa nota:  In merito al comunicato stampa diffuso da Vivendi, Mediaset precisa quanto segue. Dal 25 luglio 2016, data della lettera ufficiale Vivendi di dietrofront sul contratto definitivo e vincolante firmato, non ci sono stati più contatti tra le due società.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Non risponde quindi al vero che “negli ultimi mesi sono stati incessanti i tentativi di cercare soluzioni alternative” tra le parti. Non solo non c’è stato alcun “approccio costruttivo” ma è cessato da parte di Vivendi qualsiasi approccio.
Inoltre, i reiterati riferimenti contenuti anche in quest’ultimo comunicato pubblico a “business plan irrealistici” – che ricordiamo nulla hanno a che fare con l’analisi dei risultati di Premium ovviamente avvenuta prima della firma – costituiscono ingerenze inappropriate sulle attività di un rilevante asset industriale di una società quotata. E provocano ulteriori danni non solo di reputazione turbando il corso del relativo titolo.

Per tutti questi motivi, prendiamo atto del fatto che la vicenda sarà risolta in tribunale. Dove emergeranno chiaramente i ruoli che oggi si vogliono confondere. In tale ottica, è evidente che la richiesta di sequestro di azioni Vivendi, lungi dall’essere un’iniziativa intimidatoria, è finalizzata a tutelare gli interessi di Mediaset e dei suoi azionisti.
Cologno Monzese, 19 ottobre 2016

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