La Lega cede le frequenze di Radio Padania al calabrese Suraci. L’ironia dei social: come vendere Radio Maria a Marilyn Manson

Radio Padania Libera rinuncia ad avere una presenza nazionale e cede al patron di Rtl 102.5 la concessione comunitaria per trasmettere in tutta Italia. La notizia in sè, visti i problemi economici del partito che hanno investito anche il sistema mediatico leghista con la chiusura di TelePadania prima e del giornale ‘La Padania’ poi, potrebbe non destare più di tanto attenzione, ma quella che non è di certo passata inosservata è stata la scelta del compratore.

Pur risiedendo e lavorando da più di 40 anni a Bergamo, il patron di Rtl 102.5 Lorenzo Suraci, infatti, è nato a Vibo Valentia, una città non proprio inserita nei confini della Padania tanto evocata da Umberto Bossi. Il particolare non è sfuggito alla rete, con gli utenti dei social che si sono scatenati, commentando con post e foto con smorfie di Salviani, battute su presunte nemesi divine e citazioni dal sapore latineggiante come ‘pecunia non olet’.

Secondo quanto segnalava ieri ‘Italia Oggi’, che per prima ha segnalato la notizia, l’operazione dovrebbe ammontare a poco più di due milioni di euro, cifra smentita da fonti leghiste. L’emittente fondata da Umberto Bossi continuerà a trasmettere nel Nord Italia attraverso frequenze locali e sul web, contando soprattutto su pubblicità e sul contributo dei volontari, rinunciando agli aiuti di Stato.

 

 

 

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