Da ‘l’ha detto il Sole’ a ‘l’hanno fatto al Sole’. Ore drammatiche, denuncia il sindacato del quotidiano: noi inascoltati ma mai silenziosi. Online i nostri interventi alle assemblee degli azionisti

“Queste sono le ore più drammatiche nella storia del Sole 24 Ore. E quanto distanti dalla retorica di pochi mesi fa nelle celebrazioni per i 150 anni della testata. «L’ha detto il Sole» certo, ma adesso non vorremmo dovere scoprire «L’hanno fatto al Sole», tra indagini giudiziarie e inchieste amministrative”. Inizia così il comunicato sindacale, pubblicato sul sito del quotidiano, con il quale il Cdr del giornale di Confindustria torna a parlare della delicata situazione in cui versa il gruppo.

Ribadendo il proprio impegno e la propria intenzione di continuare a essere “un punto di riferimento nel dibattito pubblico”, i giornalisti mettono l’accento sull’atteggiamento tenuto in passato, atteggiamento che ha portato la redazione a non essere “silente e neppure reticente sui punti bui del passato”, più volte segnalati.

La redazione del Sole 24 Ore

A sostegno della loro posizione i giornalisti portano gli interventi tenuti durante le assemblee degli azionisti negli anni scorsi, che verranno via via pubblicati sul sito. “Una piccola controstoria del Sole 24 Ore”, la definiscono,”sicuramente una storia alternativa”. “Dove c’è dentro un po’ di tutto e molto anche di quello che agita il nostro presente”, spiegano, “dalle acquisizioni avventate, ai nodi della governance, alle remunerazioni dei manager, alla disponibilità dei giornalisti a lavorare per lo sviluppo senza tabù o resistenze anacronistiche, alle diversificazioni improduttive sino ad arrivare alla svolta digitale con le sue luci e ombre”.

“Certamente non siamo stati ascoltati”, scrivono ancora, citando anche un verso di Brecth: “Tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri. Ma: perché i loro poeti hanno taciuto?”. “I tempi non sono mai stati così oscuri e noi sicuramente non siamo poeti. Almeno però non abbiamo taciuto”, concludono.

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