Basta rinvii e licenziamenti massivi, chiediamo un piano industriale ed editoriale per il rilancio del giornale. La nota di redattori e le redattrici dell’Unità che annunciano un pacchetto di 5 giorni di sciopero affidato al Cdr

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“Sedici mesi senza piano industriale. Sedici mesi nei quali le relazioni sindacali sono state praticamente azzerate. Un rinnovo della Direzione giornalistica, che ha portato a un incremento di vendite, che non è stato accompagnato da alcun investimento. L’azienda non perde occasione per perdere occasioni. Adesso basta”.  Comincia così la nota, datata 2 novembre, con cui l’assemblea delle redattrici e dei redattori dell’Unità annuncia di aver affidato al Cdr un pacchetto di 5 giorni di sciopero.

“Basta con le politiche del rinvio. Basta con le voci di licenziamenti massivi, cassa integrazione in uscita. Sappiamo che Direttore e Condirettore hanno espresso la loro netta contrarietà a questa ‘macelleria’ sociale che cancellerebbe non ‘solo’ posti di lavoro, ma segnerebbe di fatto la fine de ‘l’Unità’ condannando il giornale a una irrecuperabile marginalità”.

“Abbiamo chiesto trasparenza, verità, responsabilità. La risposta? Silenzi e provocazioni”, scrivono ancora nella nota. “Con un Amministratore delegato che rifiuta sistematicamente il confronto è impossibile qualsiasi relazione. Per noi, è un capitolo chiuso. Quello che chiediamo è un piano industriale ed editoriale che garantisca il rilancio del giornale, sia in edicola che online”.

“Lo diciamo con la massima nettezza: nessuno pensi a furbesche scorciatoie, leggasi contratti di servizio e/o esternalizzazione del lavoro giornalistico, in particolare nel multimediale: la nostra opposizione sarà durissima. Agiremo in ogni sede, anche legale, per tutelare i nostri diritti. Torniamo a chiedere l’immediata apertura di un tavolo per discutere finalmente di un piano industriale ed editoriale. L’assemblea delle redattrici e dei redattori de l’Unità affida al Cdr un pacchetto di 5 giorni di sciopero.