Mediaset rinuncia al sequestro delle azioni di Vivendi. La rassicuarazione formale ottenuta, dice il Biscione, rende l’azione cautelare non più necessaria

Mediaset rinuncia al ricorso d’urgenza per il sequestro cautelare delle azioni proprie di Vivendi. Lo annuncia in una nota il gruppo spiegando che anche se la causa prosegue, Mediaset “si ritiene rassicurata” dalla documentazione depositata in cancelleria da Vivendi che si è costituita in giudizio.

Nella foto Vincent Bollorè e Pier Silvio Berlusconi

Di seguito il testo della nota:

Premesso che la causa di merito promossa da Mediaset contro Vivendi prosegue secondo la calendarizzazione prevista, in relazione alla procedura d’urgenza per il sequestrocautelare delle azioni proprie del Gruppo francese, Mediaset si ritiene rassicurata dalla documentazione depositata in cancelleria da Vivendi che si è costituita in giudizio.

Nella documentazione viene dimostrata l’ampia capienza della azioni proprie in portafoglio della Società per periodi di tempo compatibili con la durata prevedibile della causa di merito.

Per tali ragioni Mediaset ha deciso di rinunciare al ricorso d’urgenza, ritenendo non più sussistente il pericolo che i propri diritti contrattuali risultino pregiudicati dalla fisiologica durata del giudizio di merito le cui domande restano integralmente confermate.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

L’editore Peruzzo si prepara per la maratona di NY: Segnale di speranza ai giovani, possibile battere il Covid con progetti quasi impossibili 

L’editore Peruzzo si prepara per la maratona di NY: Segnale di speranza ai giovani, possibile battere il Covid con progetti quasi impossibili 

Radio, i nuovi dati di ascolto Ter (2° semestre 2020) disponibili dal 26 gennaio

Radio, i nuovi dati di ascolto Ter (2° semestre 2020) disponibili dal 26 gennaio

Calcio e pubblicità. Vulpis (Lega Pro): rinuncia alle sponsorizzazioni del mondo gaming è un autogol

Calcio e pubblicità. Vulpis (Lega Pro): rinuncia alle sponsorizzazioni del mondo gaming è un autogol