La nuova Rai comincia da qui

Il ricco portale di RaiPlay – streaming dei 14 canali Rai e un grande catalogo di offerta on demand gratuita – è il primo passo per trasformare il servizio pubblico in una media company, come racconta Gian Paolo Tagliavia

Gian Paolo Tagliavia, chief digital officer della Rai e ad di Rai Com, la società che commercializza il prodotto Rai, è oggi uno dei manager più influenti di Viale Mazzini. Non solo perché fa parte dello stretto giro del direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, per una lunga collaborazione a Mtv e a La7, ma soprattutto perché è il suo braccio destro nello sviluppo del progetto fondamentale della media company. Neppure cinquantenne, Tagliavia ha modi garbati, ama lavorare nell’ombra puntando a portare a casa i risultati. Arrivato in azienda a dicembre dell’anno scorso, si è costruito a poco a poco la sua squadra, dove spiccano i nomi di Marco Nuzzo, l’ingegnere che costruisce i prodotti, Marco Marini, responsabile di grafica e design, Maria Pia Ammirati, per i contenuti, e Antonella Di Lazzaro, per la strategia sui social. In nove mesi di duro lavoro hanno impostato e organizzato il racconto multimediale delle Olimpiadi e degli Europei, con il controcanto molto innovativo sui profili di Rai Sport, compresi Instagram e Snapchat. E su questa falsariga è stato costruito quello delle elezioni americane, parallelo alle news tradizionali sul profilo di Rai News24. E poi a settembre hanno scodellato RaiPlay, il nuovo portale, centrale nella strategia della futura media company, che ha rottamato l’arcaico e farraginoso Rai.tv.

Gian Paolo Tagliavia

Ma come è stato fatto tutto questo, cos’è e cosa significa RaiPlay, e come stanno lavorando per trasformare la Rai in una media company?
“La media company”, risponde Tagliavia, “è fatta di prodotti digitali ma anche di processi organizzativi e editoriali: è tutta la macchina che deve vivere digitalmente. Di fronte a un cambiamento del genere ci sono due possibilità: o rimettere in sesto tutto l’apparato, bullone per bullone, oppure fare subito il prodotto e poi aiutare la macchina ad assestarsi. Ho scelto questa seconda strada, ma devo dire che ho trovato un’azienda in cui tutti credono a questa sfida. Per questo in un tempo relativamente breve abbiamo realizzato RaiPlay, che è stato elaborato dagli ingegneri Rai di via Teulada ed è un prodotto nostro, di cui abbiamo in mano gli sviluppi futuri. RaiPlay è stato lanciato a settembre e il pubblico se ne sta accorgendo. Lo vediamo dai primi risultati, che sono proprio belli: sia i numeri degli utenti unici sia quelli della permanenza sui video sono tutti in salita, in alcune giornate il traffico è raddoppiato rispetto al vecchio portale Rai.tv, e vedrà che continueremo a crescere perché RaiPlay è un prodotto vincente”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 477 – Novembre 2016

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