Nello scontro con Vivendi a difesa di Mediaset sono intervenuti Governo, giornali e opinione pubblica, dice Confalonieri: un caso unico. Dai francesi nessuna richiesta per entrare in Cda

Nessuna richiesta da parte di Vivendi di entrare nel Cda di Mediaset. Ad affermarlo Fedele Confalonieri a margine della seconda edizione di ‘Italia creativa. L’Italia che crea, crea valore’ alla Triennale di Milano.

Alle domande merito alla possibilità che i soci francesi del gruppo di Cologno Monzese avessero avanzato una richiesta di entrare nel consiglio di amministrazione, il presidente di Mediaset, riporta l’agenzia DowJones, ha risposto: “No, non c’è” .

Fedele Confalonieri (foto Olycom)

Nel corso dell’incontro Confalonieri ha costatato come nella vicenda che contrappone Cologno con la media company transalpina a difesa di Mediaset siano intervenuti governo, Parlamento, giornali e opinione pubblica. “Questo è un caso raro”, ha ribadito.

Parlando in generale della forte presenza dei francesi nelle società italiane, Confalonieri ha spiegato che, dal suo punto di vista, questo succede “perché sono più forti nella difesa e nell’attacco. Sono più organizzati”. “Noi nell’86 andammo a fare La Cinq”, ha ricordato poi il presidente Mediaset. “Piacevamo a Mitterand ma non a Chirac, che poco dopo divenne presidente: avevamo un’antenna sulla tour Eiffel, lui si offese e dopo 15 giorni dal suo insediamento privatizzò quella che era l’equivalente di Raiuno”. “L’establishment francese si difese”, ha concluso.

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