Pubblicità sulla stampa (Osservatorio Stampa Fcp, aprile 2017)

Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa nel periodo Gennaio-Aprile 2017 ha registrato un calo del 10% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Lo dicono i dati dell’Osservatorio Stampa Fcp (xls)

In particolare i quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -11,0% che a spazio -3,2%.
Le singole tipologie segnano rispettivamente:
La tipologia Commerciale nazionale ha evidenziato -15,2% a fatturato e -11,8% a spazio.
La pubblicità Commerciale locale -5,1% a fatturato e -0,1% a spazio.
La tipologia Legale ha segnato -14,1% a fatturato e -11,7% a spazio.
La tipologia Finanziaria ha segnato -18,4% a fatturato e -14,5% a spazio
La tipologia Classified ha segnato -2,5% a fatturato e -2,1% a spazio.

I quotidiani nel loro complesso registrano un andamento negativo sia a fatturato -11,0%  che a spazio -3,2%.
I periodici segnano un calo sia a fatturato del -8,1% che a spazio del -4,6%.
I Settimanali registrano un andamento negativo sia a fatturato del -6,2% che a spazio del -4,2%.
I Mensili segnano un calo sia a fatturato -9,8% che a spazio -4,5%.
Le Altre Periodicità registrano -14,6% a fatturato e -9,9% a spazio.

– Leggi o scarica  i dati dell’Osservatorio Stampa Fcp di aprile 2017 (xls).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Radio Italia si rifà il look. Il rebranding presentato il 27 giugno con due giorni di ‘autogestione’ dei cantanti

Radio Italia si rifà il look. Il rebranding presentato il 27 giugno con due giorni di ‘autogestione’ dei cantanti