Allarme rosso dei produttori tv e cinema per lo split payment applicato a Rai. Leone (Apt): in parte vanificato effetto tax credit. Intervenga il governo

Allarme rosso tra i produttori tv sul tax credit. Dal 1° luglio, infatti, enteranno in vigore le novità sullo split payment. Una norma che, mette in guardia il presidente dell’Apt Giancarlo Leone, “rischia di strozzare l’industria dell’audiovisivo italiana”. Perché “gli investimenti punteranno su Paesi che non hanno vincoli come i nostri”.

GiancarloLeone (foto Blucobalto)

GiancarloLeone (foto Blucobalto)

L’alert del presidente dei produttori tv indipendenti, ricorda il ‘Sole 24 Ore’, “nasce dal fatto che la manovrina (dl 50/2017) ha esteso anche ad altri soggetti collegati con la pubblica amministrazione” e alle società quotate “gli obblighi dello split payment, meccanismo istituito nel 2015 con la legge di Stabilità per le operazioni nei confronti degli enti pubblici”. Anche Rai e Mediaset, pertanto, dovranno trattenere l’Iva per versarla direttamente all’erario.

Ciò comporta che i produttori, “attualmente nelle condizioni di poter utilizzare il tax credit maturato per la realizzazione di opere audiovisive al fine di compensare i debiti Iva conseguiti all’emissione di fatture per contratti di produzione sottoscritti con la Rai”, si troveranno di fatto a non poterne disporre pienamente per effetto dello split payment. Venendo così a mancare “una sorta di autofinanziamento”.

“La speranza”, conclude Leone, “è che il governo intervega in maniera appropriata nel decreto applicativo”.

 

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