Non partecipiamo più ai bandi per la posa della fibra ottica, minaccia l’ad di Tim, Flavio Cattaneo: sono costruiti ad hoc. Calenda: affermazioni gravi e inaccettabili

“Non partecipiamo più ai bandi perché riteniamo che siano costruiti in una certa maniera, se sono costruiti ad hoc penso che ognuno faccia il suo e per me possono pure darla senza bando a chi ritengono più opportuno”. Così l’ad di Tim Flavio Cattaneo in audizione alla Camera parlando dei bandi Infratel per la posa della fibra nelle aree bianche.

“Affermazioni gravi e inaccettabili tanto più in quanto rese in una sede istituzionale”. È la replica del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. “I bandi Infratel, a cui peraltro Tim ha partecipato insieme ad altri operatori, sono stati strutturati nel pieno rispetto delle regole nazionali ed europee. Sono certo – conclude Calenda – che la società tornerà immediatamente ad utilizzare, nei rapporti con il Governo, un linguaggio consono”.

Nella foto, a sinistra l’ad di Telecom Italia, Flavio Cattaneo; a destra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Secondo quanto riferito all’Ansa da ambienti della società, le qualifiche richieste dai bandi Infratel non erano in linea “con la tecnologia Fiber-to-the-cabinet prevalentemente utilizzata da Tim quanto piuttosto, avendo introdotto requisiti in termini di upload, con quella Fiber-to-the-home”. E nemmeno “con le caratteristiche di Tim quale operatore integrato, circostanza che l’ha costretta a partecipare al primo bando attraverso una joint venture con quota minoritaria”. “Da qui – concludono le fonti – la decisione di Tim di non partecipare ai bandi”.

Sugli investimenti per la fibra nelle aree bianche, l’ad di Telecom Italia Flavio Cattaneo ha detto: “c’è disponibilità da parte di Telecom a discutere e parlare con il ministro in carica, Calenda, che è persona ragionevole, per vedere se ci sono elementi di convergenza, ma certo non possiamo venire meno nel fare gli interessi dei nostri azionisti e clienti. Vorrei ricordare che per il 24-25% l’azienda è di soci italiani, retail, sono milioni di italiani che hanno messo loro soldi in Telecom non è un elemento di poca rilevanza”.

“Dal 2014 a oggi la copertura in banda ultra larga – ha ricordato l vicepresidente di Tim, Giuseppe Recchi – è passata dal 24 all’attuale 66% e arriverà all’85% a fine anno. Nessuno investe come noi”. Mentre Cattaneo, anticipando i dati del trimestre, ha detto: Tim “è un’azienda che sta crescendo a numeri vertiginosi di clienti finali, vedrete anche questo trimestre”.

In audizione alla Camera Cattaneo ha parlato anche di Metroweb: “non l’abbiamo comprata perchè abbiamo ricevuto richieste irricevibili, di cedere in cambio del 51% di Metroweb la totalità di Sparkle, vale a dire una società che fattura 1,3 miliardi contro una che ha un fatturato di 100 milioni”. E aggiunge: “se l’avessi fatto mi sarei beccato una causa da tutti gli azionisti, sono cose che non si possono fare”. Quanto a Cdp “non abbiamo mai ricevuto la volontà di subentrare, conferire, ci è stato chiesto solo di dare Sparkle” in cambio della quota di controllo di Metroweb.

“Per Metroweb noi avevamo offerto di più, ma hanno deciso di darla a loro”, ha precisato il vicepresidente di Tim, ricordando la trattativa per l’operatore telefonico acquisito dall’Enel.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Fabio Caporizzi in Conad? Gira forte la voce in Burson

Fabio Caporizzi in Conad? Gira forte la voce in Burson

Per la prima volta il Time cambia testata e diventa ‘Vote’ in occasione delle elezioni Usa 2020

Per la prima volta il Time cambia testata e diventa ‘Vote’ in occasione delle elezioni Usa 2020

Le Big tech Usa investono una valanga di dollari in attività di lobbying. Ecco quanto spendono per esercitare influenza

Le Big tech Usa investono una valanga di dollari in attività di lobbying. Ecco quanto spendono per esercitare influenza