Per governare i big data serve un’azione coordinata a livello nazionale e internazionale, dice il presidente dell’Agcom Cardani. Ma ci sono rischi per la privacy

Nella governance dei Big Data è “necessario intervento coordinato nazionale ed internazionale”. Ne è convinto il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, intervenendo alla Fsr Communications & Media Annual Conference, presso la Florence School of Regulation.

Cardani ha sottolineato la necessità, in assenza di una disciplina organica, “di individuare, attraverso un’azione coordinata, le principali problematiche legate all’utilizzo dei Big Data e nella definizione di un insieme di regole”.

Il trattamento dei big data, infatti, pur rappresentando un notevole patrimonio informativo, ha proseguito Cardani, “comporta specifici rischi per la tutela della riservatezza delle persone, tenuto conto anche del fatto che, grazie alle nuove tecnologie e alle tecniche di analisi, elaborazione ed interconnessione dei dati, risulta in molti casi possibile re-identificare un individuo attraverso informazioni apparentemente anonime”.

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