Necessario riportare Sparkle nell’orbita pubblica con la cessione da parte di Telecom Italia controllata dai francesi di Vivendi. Così all’Adnkronos il creatore di Tim, Vito Gamberale. Nessun paese del G20 ha l’incumbent telefonico in mani straniere e il nostro è un collettore di sicurezza per l’Occidente

Riportare Telecom Italia Sparkle nell’orbita pubblica con la cessione da parte del gruppo telefonico controllato dalla francese Vivendi “è giusto e necessario per la sicurezza non solo nazionale come snodo di telecomunicazioni ma di tutto il mondo occidentale”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Vito Gamberale, ‘creatore’ negli anni ’90 di Telecom Italia Mobile e poi direttore generale del gruppo.

Interpellato sulle indiscrezioni che vorrebbero il comitato per il golden power propenso all’esercizio di quanto previsto dalla legge del 2012 per spingere alla cessione della società cui fanno capo 560mila cavi anche sottomarini, Gamberale dice di ritenere “già uno strappo limitare la cessione solo a Sparkle ma per quanto riguarda quest’ultima è necessaria”.

“Nessun paese, né del G8 né del G20, ha l’incumbent telefonico in mani straniere ma la rete di Sparkle (collega l’Italia agli Usa, America Latina, Nord Africa e Medio Oriente n.d.r.) a livello intercontinentale è la più critica che c’è in Europa, è collettore di sicurezza per l’Occidente” conclude Gamberale.

Vito Gamberale (foto Olycom)

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