La Rai non può essere governata sui desiderata dei singoli, dice il Cda Rai definendo la scelta di Gabanelli “sorprendete e non comprensibile”. La replica della giornalista: con il confronto si può fare l’interesse dell’azienda. L’UsigRai: lo sviluppo sul web non può attendere

Il no di Milena Gabanelli alla condirezione di Rainews e la sua scelta di autosospendersi in attesa che il Cda Rai vari il piano per la riorganizzazione delle news nel servizio pubblico non è passata inosservata. In una nota i vertici di Viale Mazzini hanno definito “sorprendente e non comprensibile il rifiuto dell’offerta di condirezione di una delle più importanti testate del servizio pubblico con delega al sito web e al data journalism”. “Come certamente anche Gabanelli sa, una nuova Direzione di testata non può essere varata se non nel contesto del nuovo piano dell’informazione che deve essere predisposto secondo le tappe e i criteri imposti dalla convenzione”, scrive ancora il Cda Rai.

“A Milena Gabanelli è stata invece proposta la costruzione di una redazione di 40 giornalisti (2/3 dei quali selezionati direttamente dalla stessa Gabanelli) potenzialmente in grado di trasformare Rainews.it in un sito competitivo con i maggiori siti degli altri media, anche in considerazione del potenziale derivato dall’impiego estensivo delle sedi di corrispondenza internazionali e delle sedi regionali”. Il Cda, continua la nota, “ricorda che – pur avendo a più riprese ribadito il proprio apprezzamento per il lavoro della giornalista Gabanelli e la necessità di un immediato rilancio del web Rai – non può governare l’azienda sulla base dei desiderata dei singoli. Esiste una convenzione che impone al Cda stesso criteri molto precisi di riarticolazione delle testate informative Rai per le quali si prevede una riduzione del numero complessivo delle stesse. Dopo mesi di analisi nello specifico, il Cda ha proposto alla dottoressa Gabanelli di diventare condirettore di una testata di primo piano, di cominciare da subito il lavoro da lei stessa ipotizzato di rilancio dell’offerta online e di farlo con giornalisti da lei stessa selezionati”.

A stretto giro è arrivata una nuova replica da parte dell’ex conduttrice di ‘Report’. “Sono convinta che con una maggiore disponibilità al confronto si possa fare l’interesse dell’azienda, e non ‘dei desiderata dei singoli'”, ha detto Gabanelli – che ieri ha incassato anche il sostegno di alcuni dei volti noti del servizio pubblico, tra i quali Bianca Berlinguer che durante la presentazione della sua trasmissione #cartabianca l’ha definita “un grande talento”, che “la Rai dovrebbe utilizzare al meglio”. “La convenzione dice che bisogna riorganizzare l’offerta informativa e colmare il gap digitale”, ha continuato Gabanelli.

Milena Gabanelli (foto Olycom)

“Da nessuna parte dice che non puoi varare un portale di news (che hai pronto e su cui hai investito), se prima non hai ridotto il numero di qualche testata. Per quel che riguarda le risorse che la sottoscritta ha selezionato fra i giornalisti Rai, va detto che buona parte è disponibile a trasferirsi a lavorare sul web a condizione che sia il portale di tutta la rai e non il sito di una testata. Condizione quest’ultima che rende impossibile ogni rilancio. Questa è la ragione per la quale la sottoscritta si è messa in aspettativa non retribuita, proprio perché il rischio di svilire una reputazione costruita negli anni è elevato”. “Purtroppo”, ha concluso la giornalista, “il Cda ha preso una decisione senza mai entrare nel merito, se però decidesse di farlo io sono ovviamente sempre disponibile a fornire tutti gli elementi utili. Sono convinta che con una maggiore disponibilità al confronto si possa fare l’interesse dell’azienda, e non ‘dei desiderata dei singoli'”.

A mettere in evidenza i ritardi della Rai nella sua offerta informativa online ci ha pensato invece l’Usigrai, che, senza citare direttamente Milena Gabanelli e le tensioni con il Cda, in una nota ha ribadito la necessità per il servizio pubblico di sviluppare la presenza web e social. “La Rai Servizio Pubblico non può permettersi ulteriori ritardi sullo sviluppo del web e dei social, e più in generale della riforma editoriale”, ha scritto il sindacato dei giornalisti. “Gli unici passi avanti sono stati fatti principalmente attraverso le pressioni dell’Usigrai e i risultati cominciano a vedersi nelle redazioni regionali della TgR. Lo diciamo con chiarezza a tutti: non partecipiamo ai conflitti interni ai vertici di Viale Mazzini. Se esiste un progetto web, la Rai ce lo presenti subito e confrontiamoci”. “Le redazioni sono pronte e chiedono da tempo il salto di qualità sulla multimedialità. E intanto danno il massimo possibile: come dimostrano quotidianamente i colleghi di rainews.it e Televideo che continuano a mantenere in vita e persino a far crescere lievemente un sito completamente abbandonato al suo destino senza investimenti e svuotato di risorse. Continuiamo a ritenere indispensabile che il dg assicuri il cambio di passo che abbiamo chiesto al momento del suo insediamento. La riforma editoriale e l’investimento su web e social – conclude la nota – non possono attendere oltre”.

Vittorio di Trapani

Vittorio di Trapani, segretario Usigrai

In serata il consigliere Rai Carlo Freccero, intervenendo alla ‘Zanzara’ su Radio 24 ha detto: “Ho parlato col direttore generale e col presidente della Rai della Gabanelli e mi hanno garantito che entro massimo 40 giorni ci sarà il piano di informazione, quindi lei potrà avere la sua testata”.

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