- Prima Comunicazione - https://www.primaonline.it -

Andrea Scarpa nuovo responsabile di Metro cultura e spettacoli del Messaggero

E’ Andrea Scarpa il nuovo responsabile di Metro cultura e spettacoli del Messaggero. 51 anni, romano torna nella capitale dopo aver vissuto 20 anni a Milano dove dal 2003 al 2013 ha lavorato a Vanity Fair come capo redattore Attualità e Spettacoli accanto a Marisa Demichei e poi a Carlo Verdelli.

Andrea Scarpa [1]

Andrea Scarpa

Uscito dalla Condè Nast Scarpa decide di collaborare con diverse case editrici Mondadori, Hearst Magazines, The Ferrari Official Magazine e anche con Radio Popolare, e di sviluppare nel 2015, all’interno del circuito digitale Nanopress.it (9 milioni di utenti unici al mese), il progetto iMILANESIsiamoNOI (http://imilanesi.nanopress.it/ [2]), mosaico di storie di milanesi di nascita e d’adozione, famosi e no, premiato nello stesso anno – dalla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna – come migliore sito di storytelling digitale. Per la società di produzione NomadLab a dicembre 2016 ha realizzato come autore il documentario Siciliane, regia di Federico Brugia. Mentre per CineHollywood a maggio 2017 ha scritto e girato Italiani Multicolor, serie tv sugli immigrati di seconda generazione.

Andrea Scarpa entrerà in carica il 10 ottobre, al termine delle registrazioni di Lofter, il programma sulle webstar italiane di cui è autore per Loft, la nuova tv del Fatto Quotidiano che debutta il 3 ottobre. Al Messaggero Scarpa prende il testimone da Malcom Pagani passato il primo settembre alla vice direzione di Vanity Fair.

Per Scarpa il quotidiano non è una novità avendo iniziato a lavorare come giornalista nel 1989 al Tempo per poi sperimentare una lunga serie di testate, L’Informazione, L’Indipendente, Il Giornale, L’Unità, La Gazzetta del Mezzogiorno. Dal 1997 si è trasferito a Milano per il settimanale Gente, dopo due anni è passato a Raidue come autore de I Fatti vostri (1999-2001), e poi a Libero fino a quando, nel 2003 viene assunto dalla Condé Nast per il progetto Vanity Fair.