Quarantenni, laureati e innovatori. Sono così gli startupper italiani secondo uno studio che delinea anche le caratteristiche delle neo imprese: solo l’8,6% ha un fatturato superiore a 1 milione di euro

Giovani ma non giovanissimi, con esperienza nel settore e altamente qualificati: è l’identikit degli startupper italiani, con un’età media di 40 anni e una grande passione per l’innovazione. Di piccole dimensioni, con un modello prevalente B2B e con molta voglia di emergere: è invece il profilo della giovane impresa innovativa italiana. Questo è quanto emerge, in sintesi, dalla ricerca “La voce delle startup” condotta da Italia Startup, l’associazione no profit che rappresenta l’ecosistema delle nuove imprese italiane in collaborazione con GRS-ricerca e strategia www.grsnet.it, giunta quest’anno alla sua seconda edizione.

Livello di istruzione

Livello di istruzione

 

Dall’analisi condotta su un campione di oltre 300 startup emergono le qualità prevalenti nelle figure dei founder di imprese, il cui obiettivo è innovare nel rispettivo settore di appartenenza professionale. Come spiega una nota, si tratta di individui con un’età prevalente compresa fra i 25 e i 45 anni e, rispetto al 2015, si evidenzia un incremento del 18% degli startupper italiani appartenenti alla fascia di età che va dai 30 ai 39 anni: un trend positivo che vede abbassarsi di anno in anno l’età degli innovatori nel nostro Paese. Con il diminuire dell’età non si riduce, però, il livello di preparazione dei founder italiani, che in oltre il 56% dei casi dichiarano di aver conseguito una laurea di secondo livello, un post laurea o un master, in aggiunta al titolo di laurea triennale. La percentuale degli under 30 e degli over 50, invece, numericamente tende quasi a convergere, registrando rispettivamente il 16,2% e il 13,4% dei rispondenti.

L’approccio pragmatico degli addetti ai lavori è evidente: metà degli intervistati individua tra i punti di forza della propria startup il focus totale sul progetto e la voglia di intraprendere e di rischiare, insita nella propria attività aziendale. Quanto alle prospettive di crescita, è previsto un incremento variabile nel numero di dipendenti da +6% a +25% per oltre il 40% degli intervistati e una forte crescita del fatturato nell’esercizio in corso per il 74% delle startup prese in esame. Di queste, circa il 14% dichiara un boom nella variazione attesa di fatturato del 50% ed oltre, il 25,7% prospetta una crescita da +26% a +50% e il 34,4% prevede un incremento stabile, da +6% a +25%.

Per quanto riguarda l’identikit delle startup, continua la nota, si tratta per l’86 % di startup seed, cioè attività imprenditoriali di recente formazione, spesso sostenute dai cosiddetti finanziamenti all’idea, i primi fondi finanziari utilizzati per lanciare un’attività imprenditoriale innovativa, mentre solo l’8,6% del campione preso in esame è costituito da startup consolidate, con un fatturato superiore a 1 milione. Le risorse umane impiegate in azienda sono prevalentemente contenute, con il 50% delle realtà intervistate che dichiara di avere un team composto da un numero variabile di 3/9 persone, mentre il 32% presenta un massimale di 3 dipendenti e solo nel 13% dei casi si registra la presenza di un pool di risorse che varia dai 10 ai 20 individui e oltre. Per quanto riguarda la percentuale di fatturato generata all’estero, il 36% degli intervistati presenta una quota export inferiore al 10% e un analogo 36% dichiara di non esportare i propri prodotti/servizi in altri paesi.

La ricerca “La voce delle startup” è stata presentata all’inizio di questa settimana a Milano durante un workshop promosso da Italia Startup che ha avuto luogo presso la sede di Copernico. L’incontro è stata l’occasione per condividere con quattro fondatori di imprese innovative quanto emerso dalla ricerca e per analizzare i modelli imprenditoriali presenti nel nostro ecosistema, ai diversi livelli di sviluppo: Bruno Garavelli, fondatore di Xnext; Simone Maggi, fondatore di Lanieri; Paolo De Nadai, Fondatore e ad di OneDayGroup e ScuolaZoo; Silvano Motto, fondatore e former ceodi Yogitech. I quattro imprenditori hanno raccontato la propria esperienza, mettendo in luce cosa vuol dire creare e sviluppare una startup innovativa nell’ecosistema italiano e quali passi è consigliabile compiere per riuscire a far evolvere il proprio business.

 

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