Tempi chiude in edicola e trasloca online. Il direttore Giuli: scelta traumatica ma obbligata

‘Tempi’ chiude in edicola ma sopravvive online con tempi.it. A confermarlo il direttore Alessandro Giuli nell’editoriale del numero in edicola domani e pubblicato oggi sul sito.

Alessandro Giuli

“Dopo ventitré anni di onorata presenza, dopo nove mesi (una gestazione) di spericolato rilancio”, scrive Giuli, “Tempi si sveste del suo abito cartaceo e trasloca online. Ragioni economiche, anzitutto, inducono a una scelta a modo suo traumatica ma obbligata”.

“Le premesse della ripartenza erano chiare”, prosegue Giuli che ha raccolto l’eredità dello storico direttore di Tempi, Luigi Amicone: “il settimanale doveva viaggiare con le proprie gambe in termini di vendite, abbonamenti e fatturato pubblicitario, è stato fatto il possibile, anzi l’impossibile: non è bastato. In una logica rigorosa di libero mercato, in assenza di sovvenzioni pubbliche o di mecenatismi rinascimentali, è doveroso fare un passo indietro”.

Non ha prodotto i risultati attesi, almeno per ora, il cambio di proprietà con l’ingresso di Valter Mainetti (Gruppo Sorgente) e Davide Bizzi. “A volte si retrocede per ritirarsi in buon ordine”, prosegue Giuli, pur senza escludere una eventuale “nuova sortita incoraggiata da migliori condizioni ambientali”.

Un ringraziamento infine alla “redazione composta da professionisti di gran conio, umano non da ultimo” e al “mondo di riferimento popolato di amici e sostenitori”, ciellini e non solo. Tempi, conclude il direttore, è un “marchio storico”: “sono perciò sicuro che sopravvivrà alle proprie incertezze”. “La via c’è, per chi vuole percorrerla”.

Anche l’ex direttore Amicone, oggi consigliere comunale a Milano, twitta: “il trasloco più difficile. Tempi lascia l’edicola. Non so se ci tornerà ma so che non finisce qui”.

 

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