I giganti del web devono pagare i giornali. Il presidente dell’Antitrust: la rete è gratis solo in apparenza, il lettore paga cedendo dati su di sé

I giganti del web dovrebbero pagare i giornali per i contenuti che producono online. Così il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, in un’intervista sabato al ‘Corriere della Sera’ in cui chiede anche di modificare la normativa sul diritto d’autore.

“La questione è grande e riguarda non solo il futuro dell’industria dei media, ma della democrazia”, spiega Pitruzzella. “Se non si tutela chi produce i contenuti, specie quelli con un minimo di qualità e di controllo, alla fine anche le piattaforme non avranno nulla da usare e quindi il cittadino non avrà informazione da esaminare, confrontare, criticare”.

Giovanni Pitruzzella (foto Olycom)

Secondo il presidente dell’Agcm, inoltre, non è vero che le piattaforme che sfruttano i contenuti dei giornali o delle agenzie di stampa a scopo commerciale offrono tutto gratis. “Il lettore paga anche quando non sborsa un euro, perché cede gratuitamente dati su di sé. Esiste un costo nascosto in tutti i rapporti che noi instauriamo sulla rete. Usiamo servizi gratuiti solo in apparenza. Il corrispettivo che paghiamo sono i nostri dati, che oggi hanno un enorme valore economico”.

“Il tema va posto con riferimento a tutti, quindi anche alle rassegne stampa fatte a scopo commerciale”, precisa Pitruzzella. “Qualcuno ha prodotto contenuti, ha generato un valore e dovrebbe partecipare ai vantaggi economici che altri ricavano dall’utilizzo di quegli stessi contenuti”.

Ma l’Antitrust non ha potere: “noi non abbiamo gli strumenti legali. La risposta sta in un nuovo regime del diritto di proprietà intellettuale. Chi produce contenuti, poi rilanciati anche da altri, dev’essere remunerato per i contenuti che genera e mette a disposizione. Occorre una modifica della legislazione europea sul diritto d’autore. Già nella Commissione Ue si discute di queste proposte. Andranno pensate e messe in campo”.

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