L’accordo triennale tra Google e Fieg per lo sviluppo sostenibile dell’editoria nel digitale ha prodotto un valore di circa 50 milioni di euro

Sono stati presentati i risultati del primo anno di attività congiunta all’interno dell’accordo triennale stipulato da Fieg e Google per favorire lo sviluppo di un modello sostenibile per l’editoria nel digitale. Dai corsi di formazione all’implementazione di una strategia mobile, dalle azioni per la tutela del copyright contro i fenomeni di pirateria digitale fino all’ideazione di un progetto pilota per la valorizzazione dei dati degli editori al fine di ottimizzare i prodotti e identificare nuovi modelli di business, la collaborazione ha visto la partecipazione di decine di editori e di un migliaio di giornalisti.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Ecco alcuni numeri che riassumono i risultati del primo anno del progetto:
● 17 editori utilizzano Google Play Edicola per la loro strategia Mobile, per un totale di 72 edizioni coinvolte;
● oltre il 70% degli associati FIEG ha attivato gli strumenti avanzati che Google mette a disposizione dei titolari dei diritti per la rimozione di contenuti che violano il diritto d’autore;
● 81 le sessioni di formazione sull’uso di Google Analytics, per un totale di 355 partecipanti provenienti da 14 aziende editoriali;
● oltre 1000 giornalisti hanno fruito dei 22 corsi di formazione organizzati dal Digital Lab@FIEG sull’uso degli strumenti Google per il giornalismo digitale;
● oltre 140 partecipanti alla Digital Transformation Academy

Fieg e Google hanno anche affidato a Boston Consulting Group il compito di elaborare una valutazione del possibile impatto dell’accordo triennale, il cui valore – tra riduzione dei costi e possibili fonti aggiuntive di fatturato per gli editori partecipanti – è stato stimato da BCG tra i 40 e i 50 Milioni di euro in tre anni.

A seguito dell’illustrazione del progetto e dei suoi risultati, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha commentato: “Internet è cresciuta e si è sviluppata attorno ad un modello di governance multistakeholder, che ha nel suo patrimonio genetico il confronto costante tra istituzioni, settore privato, comunità tecnica e società. Come governo siamo sempre stati contrari all’adozione di metodi di contrapposizione, meramente muscolari, per la risoluzione dei problemi. Servono, al contrario, soluzioni condivise e ritengo che questa sia la strada maestra: penso, ad esempio, all’accordo raggiunto in Italia sulla privacy che segna il passo a livello europeo o all’accordo tra Google e Fieg che stanno provando, con grande impegno e collaborazione, a definire una nuova via, diversa da quella intrapresa in altri Paesi, per sviluppare insieme un modello di editoria sostenibile nel digitale. E i risultati del primo anno di attività congiunta testimoniano come il progetto sia lungimirante”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Tv e relazioni sociali i pilatri del lockdown. Istat: televisione seguita dal 92% dei cittadini “indispensabile canale di aggiornamento”

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Cinema, dal Mibact 120 milioni per il settore. Franceschini: servono nuovi investimenti

Radio Italia si rifà il look. Il rebranding presentato il 27 giugno con due giorni di ‘autogestione’ dei cantanti

Radio Italia si rifà il look. Il rebranding presentato il 27 giugno con due giorni di ‘autogestione’ dei cantanti